Il faro di Cordouan celebra la monarchia francese

Articolo di Luana De Micco
Fonte: www.ilgiornaledellarte.com

L’unico al mondo ad avere una cappella e un appartamento allestito da Colbert per il Re Sole

Le Verdon-sur-Mer (Francia). Lo chiamano anche la Versailles dei mari ed è il più antico faro di Francia ancora in attività: è il Faro di Cordouan, al largo dell’estuario della Gironda, a nord di Bordeaux. La sua costruzione fu affidata nel 1584 dal re Enrico III all’ingegnere e architetto Louis de Foix, che progettò su un zoccolo roccioso una torre rotonda di tre piani alta 37 metri.

La costruzione, una prodezza tecnica per l’epoca e al contempo un’opera d’arte di raffinatezza regale, fu completata solo nel 1611, sotto Enrico IV (De Foix, morto nel 1603, non ne vide la fine). Nel 1786 l’architetto di Bordeaux Joseph Teulère fu incaricato di consolidare l’edificio e rialzarlo di 30 metri. Nel 1823 l’ingegnere Augustin Fresnel vi installò la sua prima lente.

Il Faro dei re, monumento storico dal 1862, accoglie circa 24mila visitatori ogni anno tra aprile e ottobre. Una campagna di lavori è stata lanciata nel 2005 per un budget di circa 10 milioni di euro finanziati da Stato e Regione. Tra il 2010 e il 2014 sono state consolidate le coperture esterne e la struttura della lanterna. Nel 2015-16 è stato restaurato l’Appartamento degli ingegneri con boiserie d’epoca ed è stato ricavato uno spazio per esposizioni. La fase finale (2019-21, 1,8 milioni di euro) è partita lo scorso autunno e il restauro dell’esterno della torre si sta per concludere.

I vari strati di pittura aggiunti negli anni sono stati asportati fino a riportare in luce la pietra originale. Dal portone monumentale con il frontone scolpito si accede a una scala a chiocciola di 301 gradini, anch’essa in restauro. Si sta concludendo poi il recupero del vestibolo e, al primo piano, degli Appartamenti del re, con una sala a volta rivestita di marmi allestita nel 1664 da Colbert, ministro di Luigi XIV.

Da ottobre 2020 ad aprile 2021 si interverrà sulla cappella al secondo piano, con decori scolpiti, soffitto a volta, pavimento in marmo e vetrate del ’600. Intanto è stato presentato all’Unesco un dossier per l’iscrizione del Faro alla lista del Patrimonio mondiale dell’Umanità.