Faro della Vittoria, storia della monumentale lanterna sul Colle di Gretta

Articolo di Gabriele Turco
Fonte: www.triesteallnews.it

A novantatrè anni esatti dalla data del suo completamento, ripercorriamo le fasi salienti della storia di uno dei monumenti più rappresentativi e iconici della nostra città; il Faro della Vittoria. Edificato sul Colle di Gretta, a 60 metri di altezza dal livello del mare, il Faro è stato costruito sulle antiche strutture di un vecchio forte austriaco diroccato. Progettato dall’Architetto italiano Arduino Berlam, il basamento è stato interamente realizzato in pietre bianche provenienti dall’Istria e dal vicino Carso. Al suo apice, trova luogo una terrazza sulla quale è stata collocata una gabbia di bronzo e cristalli, contenente la lanterna, vero cuore pulsante del monumento. La sua forma finale, richiama la figura del fascio littorio. Il progetto originario del Berlam venne modificato, dopo un acceso dibattito pubblico, dall’Ing.Cirilli. L’Ing.Beniamino Battigelli, invece, fu il progettista delle parti in cemento armato e di tutta la struttura portante. Tutti i progetti tecnici portano la sua firma e, alcune testimonianze scritte, riportano che fosse sempre presente nel cantiere per dirigere personalmente i lavori.

Oltre ad assolvere la funzione di ausilio ai natanti, illuminando il Golfo di Trieste fino a 31 miglia nautiche, il Faro della Vittoria è anche un vero e proprio monumento commemorativo, dedicato ai caduti in mare nel corso della Prima Guerra Mondiale. Alla sua base, infatti, è stata incisa la frase ‘’SPLENDI E RICORDA I CADVTI SVL MARE’’.

La statua bronzea della Nike o vittoria alata che dir si voglia, invece, è stata realizzata dallo scultore triestino Giovanni Mayer. La statua, nelle più intense giornate di Bora, acquista ‘’vita propria’’, sbattendo le sue enormi ali mobili. Nella parte bassa, inoltre, trova luogo un’altra statua, questa volta dedicata ad un simbolico marinaio. Le statue appena menzionate sono alte rispettivamente 7,2 e 8,6 metri.

Infine, sempre al pian terreno, è stata collocata un’ancora di una nave, la ”R.N Berenice”, goletta militare francese la quale, il 17 Settembre 1812, durante un conflitto a fuoco poco a largo di Duino, fu attaccata e affondata dalla fregata inglese ”Indomitable”.

Oggi il Faro della Vittoria è aperto al pubblico ma può essere visitato solo fino alla prima terrazza. La parte sovrastante che riguarda le strutture di ausilio alla navigazione è invece riservata al personale di servizio. Il faro è attualmente controllato e gestito dalla Marina Militare Italiana e, a partire dal 1 Luglio 2016, anche dalla Regione Autonoma Friuli Venezia-Giulia.