Sergio Masciopinto ha lasciato la reggenza del Faro di Torre Canne

Articolo di Marica Mastrangelo
Fonte: www.osservatoriooggi.it

Mercoledì 1° aprile, il reggente del Faro in servizio presso la Marina è andato in pensione. Con il suo pensionamento finisce un’epoca storica

L’emergenza Covid-19 ha purtroppo fatto passare in secondo piano un avvenimento importante occorso lo scorso mercoledì, 1°aprile: il pensionamento del reggente del Faro di Torre Canne, Sergio Masciopinto.

Sergio, ha trascorso la sua vita lavorativa in Marina svolgendo la suggestiva professione di “reggente del faro”. Nel corso della sua attività, ha attraversato l’evoluzione dei fari: dall’utilizzo dell’acetilene (sostanza gassosa molto instabile e facilmente infiammabile) alla progressiva elettrificazione, sino al più recente utilizzo di pannelli luminosi a LED.

La reggenza del faro di Torre Canne di Sergio Masciopinto ebbe inizio nel 1986, quando la famiglia Mosca, liberò i locali e nel faro di Torre Canne fu eliminata la presenza fisica del farista, cominciata nel 1929 quando il farò entrò in funzione.

Gli anni passavano e le disposizioni della Marina in merito misero in condizione che più fari erano retti dallo stesso reggente: ciò raggiunse l’apice nel 1995 quando ci fu la cosiddetta “crisi dei fari” che portò il reggente a ridurre i suoi sopralluoghi al faro a un solo intervento mensile.

Dalla fine degli anni 90 e per tutto il nuovo millennio, l’attività di Masciopinto è stata variegata, non solo legata alle funzioni militari, ma anche a quelle più prettamente “civili”.

Infatti, grazie a lui, è stato possibile, previa autorizzazione del comando militare della Marina, intraprendere un percorso turistico che prevedeva l’accesso alla torre del faro, consentendo ai visitatori di godere del panorama dall’alto della lanterna.
Numerosi sono stati i fasanesi e i turisti che, grazie alla collaborazione dell’associazione “Al Faro”, hanno potuto esaudire il desiderio di entrare nel Faro di Torre Canne.

Ora la reggenza del faro è stata affidata a Giovanni Menga.