Se hai sempre sognato di possedere un vecchio faro, la Florida ne regala uno

Articolo di Enrico Pitzianti
Fonte: www.esquire.com

Sogno proibito di ogni introverso, ogni timido o stanco della vita sociale asfissiante: andare a vivere su una torre sul mare

Non è un caso che moltissime storie affascinanti abbiano a che fare coi fari. Sono torri sul mare, come quelle che secoli fa si usavano per avvistare eventuali nemici o invasori, sono luoghi di confine, tra terra e mare, quasi sempre isolati rispetto alle città e immersi in ambienti naturali al limite della vivibilità (umana, si intende, perché gli uccelli marini invece si trovano comodissimi). L’ultima storia sui dari che mi viene in mente è quella uscita nei cinema a febbraio di quest’anno, si intitola The Vanishing – Il mistero del faro, e racconta di un faro nelle Isole Flannan, in Scozia, le isole famose per la scomparsa di tre guardiani di un faro nel 1900.

I fari sono oggetti stabili, fissi, ma tutto gli si muove attorno: il vento e il mare, innanzitutto, ma anche gli uomini e gli animali. Anche la luce del faro si muove incessantemente, così che i viaggiatori, gli umani in movimento per eccellenza, non corrano il rischio di pagare con la vita l’impudenza di spingersi verso nuovi luoghi.

Oggi, per via dell’automazione, sui fari non vivono più scorbutici lupi di mare con le loro famiglie, quasi sempre la funzione di segnalazione con i fasci di luce è gestita a distanza, da umani seduti comodamente in ufficio, ma i fari, dal canto loro, non hanno perso il loro fascino. Anzi, in fumetti, romanzi e tatuaggi si sono moltiplicati per diventare un simbolo contemporaneo di voglia di evasione, di escapismo.

È notizia di questi giorni che nel sud della Florida alcuni fari dell’arcipelago delle Florida Keys sono stati messi in vendita. Sono torri metalliche, ormai dismesse, ma che fino a metà del ‘900 impedirono a centinaia di battelli di arenarsi. Erano torri di salvezza.

Il faro di Sand Key, per esempio, a sei miglia dalla costa di Key West, è una delle strutture messe in vendita. Per forma, struttura e isolamento questi fari della Florida ricordano un po’ l’Isola delle Rose e quindi riportano alla mente tutta una serie di fantasie di isolamento, di libertà e di voglia indipendenza. Purtroppo i fari in vendita non sono in funzione, chi se li aggiudicherà non potrà usarne le luci, non potrà farli funzionare per il motivo per cui sono nati.

Nel 1819, quando la Spagna cedette la Florida agli Stati Uniti, gli imprenditori americani videro tutta la potenzialità di quella zona, affacciata tra l’Atlantico e il Golfo del Messico. Sin dal periodo spagnolo quella a sud delle Keys era sempre stata una corsia di navigazione molto frequentata. I fari servirono a renderla sicura, e ancora più affidabile. Fu così che città come Key West (città che sono anche delle isole) presero vita, diventando punti di riferimento per i viaggiatori e le loro merci.

Oggi i fari, cioè il simbolo di quel periodo rigoglioso e decisivo per metropoli divenute globali come Miami, sono in una lenta decadenza. Piccole torri affacciate su un mondo che vede oramai il massimo della crescita e del dinamismo altrove, su altre rotte. Ma rimangono luoghi affascinanti, spettacolari, naturalisticamente delle vere e proprie vedette sul mare, e architettonicamente testimoni di un periodo, il primo novecento, che è bene non dimenticare né sottovalutare in nessun modo.

I fari in vendita sono tutti costruiti tra il 1852 e il 1880: sono fari “a vite”, nel senso che sono avvitati al fondo del mare con strutture metalliche, simili a ragnatele ormai rosse di ruggine. C’è chi sostiene, persino, che al tempo furono strutture così avanguardistiche da ispirare Eiffel e la sua torre parigina.