Il faro di Capo Mulini diventerà un albergo di lusso

Articolo di Fabio D’Agata
Fonte: www.fancityacireale.it

Con il bando pubblicato nel 2016 da Difesa e Servizi, società in house del Ministero della Difesa con scadenza 19/12/2016 ed aggiudicato dalla società ITM srl di Catania, il Faro di Capomulini si appresta a diventare uno “Small Luxury Hotel”.

Il progetto promosso dal Ministero in collaborazione con l’agenzia del Demanio, rientra nell’iniziativa ” Valore Paese- Dimore”, che punta alla valorizzazione dell’immenso patrimonio pubblico della Marina di pregio storico, artistico e paesaggistico a fini turistico ricettivi e culturali.

Si tratta di un’iniziativa giunta alla terza edizione e che tra i numerosi lotti prevedeva anche il Faro di Acireale, luogo unico, posto al limite della riserva della Timpa e costruito nel XVI, in adiacenza alla Torre di Sant’Anna, avamposto militare con funzioni di difesa dalle incursioni saracene.

Il Bando pubblicato 3 anni fa a cui hanno partecipato varie aziende e cooperative, prevede il riutilizzo di parte del manufatto e specificatamente dell’area originariamente destinata al ricovero del personale che si occupava della gestione del faro, oggi completamente automatizzato e non compreso nella concessione.

Il bando prevede un canone di affitto per una concessione con durata fino al 2034 ed una serie di prescrizioni ambientali che puntano alla valorizzazione del manufatto con criteri di sostenibilità ambientale e promozione turistica, tra i tre progetti proposti tra cui, uno per la realizzazione di un centro visite della riserva della Timpa con annesso museo vulcanologico, un secondo che prevedeva un ostello ed un centro visitatori per le aree protette con annesso diving ed un terzo con trasformazione in albergo di lusso e la realizzazione di sette suite, spazi di accoglienza e servizi comuni.

La scelta è caduta su quest’ultima proposta che come dichiarato dai promotori :” Riaccenderà il faro con un progetto che favorisce la messa in rete di siti d’interesse storico artistici, migliorandone la fruizione pubblica e sviluppando un modello di accoglienza turistica intesa non solo come ricettività, ma legata ad attività formative, di natura sociale e culturale”

La società investirà 1,5 milioni di euro, in gran parte destinati alla ristrutturazione e valorizzazione del sito che però ricade in zona di tutela 3 nel nuovo Piano paesaggistico Regionale e pertanto prevede forti limitazioni nelle attività edilizie e di ristrutturazione degli immobili.

Il faro si trova infatti in un’area vincolata ai limiti con la zona della Gazzena, oggetto di sconvolgimenti urbanistici e speculativi che , a partire dagli anni 70,hanno profondamente alterato i luoghi, con la realizzazione del centro turistico della Perla Jonica e dei numerosi condomini dell’area di Capomulini, contenuti in parte, solo dalla successiva istituzione della Riserva della Timpa di Acireale.

La notizia dell’imminente inizio dei lavori ha destato numerose perplessità nel frammentato panorama dell’ambientalismo acese, che prova a difendere quel poco di territorio ancora integro nell’indifferenza connivente delle istituzioni preposte alla tutela.

La Riserva manca infatti di un piano di gestione che ne rilanci e organizzi la fruizione ed è stata negli ultimi anni oggetto di incendi devastanti che ne hanno compromesso il delicato ecosistema. All’interno dell’area risiedono allevamenti di ovini che distruggono periodicamente la macchia mediterranea lasciata in totale abbandono dall’ente gestore che continuando la tradizione Omerica dell’area,” vede ” solo con un occhio i numerosi tentativi di devastazione a cui l’area è stata soggetta negli anni.

Di sicuro l’attenzione nei confronti dello “sviluppo eco-sostenibile” sarà massima e difficilmente sarà possibile ripetere gli “errori” del passato.