Lazio, il segreto del Faro di Civitavecchia

Fonte: www.turismo.it

La sua forma particolare è una delle caratteristiche del faro che illumina la città portuale

La città di Civitavecchia ha da sempre legato la sua storia alle attività marinare e al commercio e infatti il suo porto è uno tra i più importanti d’Europa per numero di passeggeri in transito. Tutti conoscono il comune a poco più di 80 chilometri da Roma unicamente per lo sviluppo del turismo crocieristico e in pochi si soffermano a visitarne il centro storico che comunque ospita attrazioni interessanti come Piazza Leandra, la Chiesa della Vergine delle Grazie, la Chiesa dell’Orazione o della Morte, il Ghetto. Anche il Porto Storico merita attenzione grazie al Forte Michelangelo, alla Fontana del Vanvitelli, a Porta Livorno, alla Rocca, alla Darsena Romana e al Molo del Lazzaretto.

Su una collina immersa nel verde, a 5 chilometri dalla città, le Terme Taurine sono un sito archeologico conosciute come Terme di Traiano: si tratta di uno dei più importanti complessi termali di età romana di tutta l’Etruria meridionale. Nella zona alta della città, invece, si trova il Faro di Civitavecchia, situato sul Monte Cappuccini. Eretto nel 1951, è di proprietà della Marina Militare e sembrerebbe un semplice faro come ce ne sono tanti, piantato come vedetta non tanto sul Tirreno quanto sulle campagne circostanti. In realtà la sua storia cela un segreto. E’ un meraviglioso monumento dedicato ai marinai morti in mare ma che non ha mai assunto a tale funzione perché venne trasformato in faro subito, senza aver mai ospitato resti umani. L’antica destinazione si può evincere dalla forma particolare, ovvero a timone, che lo contraddistingue dai classici fari a cilindro che tanto stuzzicano l’immaginario collettivo.

Un’altra caratteristica è la sua collocazione in realtà non vicinissima al mare, circondato da case e campagne con il suo fascio di luce che ogni sera illumina Civitavecchia piuttosto che le sue acque. La pianta dell’edificio si sviluppa specularmente ai lati della torre. L’insieme della costruzione, su due piani, comprende al primo l’alloggio del reggente ed i locali riservati alla conduzione del segnalamento, e al secondo altri due alloggi di riserva per il personale di transito. Il Faro di Monte Cappuccini si trova in una zona militare preclusa perciò ai civili e bisogna quindi  chiedere l’autorizzazione per accedervi e salire sulla cima del torrione su cui è istallata la campana di vetro.