Hotel da 1.500 euro a notte nell’isoletta del faro in mezzo alla Laguna

Articolo di Angela Pederiva
Fonte: www.ilgazzettino.it

Può andare avanti il progetto di un mini-resort di lusso al Faro Spignon in laguna. L’ha deciso il Tar del Veneto, respingendo il ricorso contro l’Agenzia del Demanio presentato dalla società italiana che era arrivata seconda nella gara per la concessione della costruzione ottocentesca, ottenuta da un gruppo tedesco. Dalla sentenza spuntano alcuni dettagli dell’operazione immobiliare, come il prezzo previsto a notte per la clientela: 1.500 euro per due persone.

Il piano

Nell’ambito del programma statale Valore Paese – Fari, era stato bandito l’affitto per 50 anni anche della minuscola isoletta (in tutto sono 160 metri quadrati), per iniziative di valorizzazione anche a carattere turistico. Ad aggiudicarselo era stato Floatel, gruppo berlinese di investitori specializzato proprio nella riconversione in chiave ricettiva delle torri marittime: la sua offerta aveva ricevuto 89,25 punti, contro i 69,25 conseguiti dalla società romana Simerg. Quest’ultima, che fa capo a Simone Ginesi, si era però rivolta al Tribunale amministrativo regionale, sostenendo che fossero stati violati diversi punti dell’avviso di gara e alcune prescrizioni del ministero dei Beni Culturali. Fra le varie doglianze, Simerg lamentava ad esempio che l’investimento da 889.823 euro di Floatel prevedesse la realizzazione di un edificio più grande del fabbricato storico, la demolizione dei pezzi di muratura originaria e l’inserimento sulla sommità della torre del faro, dov’era presente l’antica lanterna, di un volume di vetro contenente un salottino. Gli italiani contestavano inoltre l’offerta economica dei tedeschi, definita «del tutto irragionevole e inattendibile», poiché basata su «un prezzo di affitto all’utenza finale eccessivo, pari a euro 1.500,00 (media annua) per notte».

Le motivazioni

I rilievi sono stati però respinti dai giudici, secondo cui le difformità presenti nel progetto «non possono ritenersi tali da determinare uno stravolgimento radicale ed evidente» rispetto alle indicazioni del Demanio. Inoltre le osservazioni sulla tariffa, ritenuta troppo cara dopo un confronto con il listino del Kempinski Hotel, «non sono di per sé sufficienti a dimostrare la manifesta inadeguatezza del prezzo». Per il Tar, anzi, «appaiono ragionevoli le argomentazioni svolte sul punto dalla Floatel, che ha evidenziato di avere maturato un’esperienza specifica nella gestione di Lighthouse Hideway concept (rifugi nel faro), nell’ambito di un mercato turistico particolare, sia per l’utenza di riferimento, sia per l’assenza di stagionalità, non direttamente raffrontabile con l’offerta turistica ordinaria». Non a caso il piano economico-finanziario «è stato asseverato da un istituto di credito».