Fari e Fanali: la giuria premia una maddalenina

Articolo di Emanuela Rio
Fonte: parcoinforma.lamaddalenapark.it

In ogni racconto d’avventure marinaresche che si rispetti, c’è un faro all’orizzonte, simbolo di riferimento e meta ambita di marinai e pescatori, luogo di passaggio di avventure e storie che lì hanno approdato o da cui hanno preso il largo. Il fanalista, da guardiano del faro, diventa oggi il custode di quegli eventi, nonché il simbolo di una vita e di un mestiere situabile al di là del tempo e dello spazio tradizionalmente intesi. Nell’intento di preservare e tramandare la memoria storica legata alle storie di vita di questi personaggi e volendo ricomporre l’immaginario comune che ha contribuito a personificare la figura architettonica del faro, l’Ente Parco, in una sorta di “laboratorio letterario a cielo aperto”, ha promosso il concorso letterario “Fari e Fanali, storie di un Arcipelago”.

I partecipanti sono stati invitati a frequentare una settimana di documentazione presso i locali dell’Ente Parco per visitare i fari presenti sul territorio, condurre interviste, studiare documenti e visionare supporti audiovisivi. A seguito dell’esperienza, i partecipanti si sono cimentati nella stesura di un racconto; i tre più interessanti sono stati premiati sabato 21 luglio 2007 da una giuria composta dalla Prof.ssa Neria De Giovanni, Presidente dell’Associazione Internazionale dei Critici Letterari, dal Prof. Pietro Clemente, Ordinario presso il Dipartimento di Scienze Etnoantropologiche dell’Università di Lettere e Filosofia di Firenze e dal Prof. Renzo De Martino già insegnante di Lettere e Preside del Liceo G. Garibaldi di La Maddalena. Ha vinto il concorso Stefania Missio, maddalenina, con il racconto “Siamo talmente qua”; al secondo posto, Carla Della Porta, con “L’isola”; terzo classificato è Carlo Palamà, con “La signora dei venti”. Si sono classificati dal quarto al sesto posto: Alberto Setzu (“Una sottile differenza di luce”), Gian Luca Radicchia (“Il regalo del faro”) e Massimiliano Doneddu (“Made in La Madd”).

Deve essere sottolineata l’originalità di questo premio letterario, che utilizza la bellezza di questi luoghi per creare degli spazi di comunicazione con la profonda convinzione che la letteratura e la narrativa non siano soltanto patrimonio delle nostre biblioteche e scuole, ma debbano entrare a pieno titolo tra la gente comune. Riassumendo per sommi capi gli interventi della giuria, si può affermare che dai racconti emerge una grande pluralità di modi di scrittura che spaziano dal racconto dialogico a quello in prima o terza persona con un tempo narrativo descritto da professionisti.

Assumono una certa rilevanza anche gli aspetti più prettamente antropologici, perciò il faro diviene il custode di un mondo narrativo ricco ed intenso, da dove emergono le connessioni della vita quotidiana: il rapporto con il mare e con i pescatori, il sistema educativo della scuola popolare volante, il sistema postale. Si coglie altresì il passaggio da un mondo tradizionale dove i fari sono alimentati ad acetilene ad un mondo moderno dove la tecnologia sostituisce l’uomo nell’importante funzione di accensione e spegnimento del faro.

Tutte queste storie hanno in comune il vento ed il mare come tratti caratteristici che temprano il carattere degli abitanti del faro e che conducono come in un rituale di passaggio, alla conoscenza interiore. Se il mare diviene la metafora del viaggio all’interno di se stessi per cogliere i segreti dell’anima, il faro è la luce che ne riscalda il cammino. La storia è sempre la stessa da milioni di anni: il faro scalda il cuore ai naviganti dando loro sicurezza e conforto. Allo stesso modo il faro diviene oggi il protagonista di una narrativa targata Ente Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena, uno spazio nuovo, voluto e concepito per essere interamente dedicato alla cultura, al confronto generazionale, alla trasmissione della memoria orale. Possiamo dunque solo auspicare in una seconda edizione del Premio Letterario, che farebbe dell’Ente Parco un degno polo d’attrazione culturale nel contesto di un territorio già contraddistinto da luoghi di notevole importanza scientifica e naturalistica.