Il Guardiano della Lanterna: “È qui il balcone più bello del mondo”

Fonte: www.lavocedigenova.it

Pratica un mestiere rarissimo di cui va orgoglioso e che gli permette di vivere nel simbolo di Genova; è Angelo De Caro, il Guardiano del Faro, che ci mostra il suo lavoro e la lampadina (piccolissima) che alimenta il quinto faro più alto del mondo

“Il Guardiano del Faro è un mito, tutti lo dicono”. E lo è da 23 anni, lui, un “mito”. Perché in effetti, far parte della Lanterna, quella con la “L” maiuscola, che indica il faro di Genova per antonomasia, è entrare nella leggenda (e infatti è stato intervistato dalle tv di tutto il mondo), come è accaduto anche ad Antonio Colombo, lo zio del più celebre nipote.

Il custode attuale è, appunto, Angelo De Caro, che vive proprio qui, con la famiglia, ai piedi di questa costruzione nel quartiere di Sampierdarena, a 117 metri sul livello del mare, che domina la città dal 1128; e lui, affacciandosi da quello che definisce “il balcone più bello del mondo” ancora oggi si commuove.

E il panorama è davvero meraviglioso, mozzafiato come si dice – ma in questo caso senza retorica – visto dal massimo della sua altezza di 77 metri (dove il pubblico non può salire), che rendono la Lanterna la più alta nel Mediterraneo, il secondo faro d’Europa dopo quello di Île Vierge, e il quinto al mondo (fino al 1902 ha conservato il primato assoluto).

Dunque orgogliosamente Angelo si prende cura del simbolo della città da oltre vent’anni, facendo un lavoro che si sta perdendo, considerando la rarità dei fari nel mondo e la tipologia di quello genovese, che fa parte del circuito “Marifari” dell’Alto Tirreno.

Lì si occupa della pulizia dell’ottica, degli ingranaggi, delle prove mattutine e del gruppo elettrogeno nella sala motore. “La Lanterna è famosa nel mondo, meno per chi ci abita di fronte – spiega Angelo – e si alimenta con una lampadina molto piccola, posto nella cupola luminosa, il lanternino, che sarà sostituita prossimamente con una a led”. E nonostante la lampadina molto piccola, che nessuno si aspetterebbe, il suo fascio luminoso si scorge fino a 50 chilometri di distanza, e vi si arriva attraverso una bella passeggiata che costeggia il porto e che accoglie i croceristi appena sbarcati dai traghetti.

Questo grazie anche alla Fondazione Labò con i suoi volontari, che se ne occupano da anni (anche organizzando al suo interno, nel Museo della Lanterna, eventi e mostre curate da Xavier Salomon), per far sì che il faro sia visitato e apprezzato anche dai genovesi, che sembrano conoscerla meno di chi arriva da fuori.