Il faro dell’Isola dei Cavoli diventa di proprietà della Regione

Fonte: ilsarrabus.news

C’è anche il faro dell’isola dei Cavoli (Villasimius) fra i 30 i beni di interesse storico-artistico di proprietà dello Stato che passano al patrimonio regionale: l’elenco è stato realizzato dalla Commissione paritetica Stato-Regione, composta da un esponente del Ministero dell’Economia, uno del Ministero dei Beni culturali e da due rappresentanti dell’Amministrazione regionale, i professori Pietro Ciarlo e Antonio Tramontin.

Tra i principali immobili, oltre al faro dell’Isola dei Cavoli figurano il faro, l’ex semaforo e l’alloggio semaforisti di Capo Spartivento (Domus de Maria); le ex batterie militari di Capo d’Orso (Palau); la postazione antiaerea di Punta Giglio (Alghero) e Poggio Raso (Caprera); il Palazzo baronale di Sorso, attuale sede del Comune; l’ex Reggia, caserma della Guardia di Finanza di corso Umberto, ad Olbia; la Grotta Marcello di Cagliari; le ex caserme dei Carabinieri di corso Vittorio Emanuele a Villasalto, di via Mazzini a Ballao e di via Nazionale a Serrenti; il Castello Malaspina di Bosa; la caserma funzionale Rizzeddu di Sassari; la Torre di Fertilia (Alghero); i rifugi antiaerei De Amicis, di via Sassari/via Libio e di Campo Occone (Porto Torres); la Torre di Capo Falcone (Stintino); l’ex Mobilificio sassarese in Regione Serra Secca e la porzione non in uso all’Università dell’ex Estanco del tabacco di via Arborea a Sassari.

Il faro dei Cavoli, le cui pareti sono ricoperte da piccole tessere bianche e dai colori cangianti dall’azzurro al viola, fu costruito a metà Ottocento, ha inglobato una vecchia torre spagnola (del 1591). Un tempo i suoi addetti abitavano l’isola.