Tre le offerte per il recupero e riuso del Faro di Capo d’Orlando. Chiuso il bando di concessione

Articolo di Antonio Puglisi
Fonte: www.98zero.com

Chiuso il bando di concessione per il riuso degli edifici costieri sparsi lungo la penisola, per il faro di Capo d’Orlando 3 le offerte da parte degli acquirenti

Sono 23 le proposte arrivate per la terza edizione del progetto Valore Paese-FARI destinato al recupero e al riuso di fari, torri ed edifici costieri di proprietà dello Stato. Strutture di pregio storico e paesaggistico situate da nord a sud lungo le coste italiane.

I bandi di gara, che prevedono la concessione fino a 50 anni, sono stati pubblicati il 3 ottobre scorso da Difesa Servizi S.p.A e dall’ Agenzia del Demanio e si sono chiusi il 29 dicembre raccogliendo ancora una volta l’interesse di investitori privati operanti nei settori immobiliare e turistico – ricettivo.

In particolare, per gli edifici in gestione a Difesa Servizi S.p.A. le offerte sono state: 5 per il Faro di Punta Lividonia a Porto Santo Stefano (GR), 3 per il Faro Punta Marsala sull’isola di Favignana (TR), 3 per il Faro di Capo d’Orlando e 1 offerta per il Faro Punta Omo Morto a Ustica (PA).

Per le strutture in gestione all’Agenzia del Demanio le offerte si sono così suddivise: 4 per il Faro di Capo Santa Croce ad Augusta (SR), 3 per l’Isola di San Secondo nella Laguna di Venezia, 2 per la Torre Cupo di Corigliano Calabro (CS) e 1 offerta rispettivamente per il Faro del Colle dei Cappuccini ad Ancona e la Torre Monte Pucci a Peschici (FG).

È già stata avviata la fase di valutazione delle offerte arrivate. Come avvenuto per le edizioni precedenti, sono state appositamente costituite le Commissioni di gara per l’Agenzia del Demanio e Difesa Servizi S.p.A. – società in house del Ministero della Difesa – che valuteranno le proposte presentate secondo il criterio dell’offerta “economicamente più vantaggiosa”, attribuendo un punteggio pari al 70% agli elementi tecnico-progettuali, ed un punteggio pari al 30% agli aspetti economici.

La valutazione della proposta progettuale terrà conto di elementi qualitativi come: soluzioni di rifunzionalizzazione delle strutture, manutenzione, fruibilità pubblica, contributo allo sviluppo locale sostenibile e la possibilità di creare un network tra più strutture, attraverso una rete di servizi e attività condivise.

Le proposte dovranno essere conformi agli indirizzi di sviluppo dei territori che ospitano queste strutture e coerenti con le linee guida del progetto Valore Paese–FARI. In particolare, le strutture potranno accogliere iniziative ed eventi di tipo culturale, sociale, sportivo e per la scoperta del territorio insieme ad attività turistiche, ricettive, ristorative, ricreative, didattiche e promozionali. Grazie al progetto Valore Paese-FARI lo Stato assicura la tutela e il recupero di questi “gioielli del mare”, offre un’opportunità concreta per sviluppare impresa e generare un significativo ritorno economico e sociale, anche per il territorio circostante.

Con le edizioni precedenti sono già state assegnate 24 strutture ad operatori privati che ne promuoveranno il riuso. Da queste operazioni lo Stato incasserà complessivamente 760.000 euro/annui di canoni (15.4 milioni nell’intero periodo di concessione) e attiverà un totale di 17 milioni di investimenti diretti, una ricaduta economica complessiva di 60 milioni ed un risvolto occupazionale che conterà 300 operatori. Questi numeri sono ora destinati a crescere grazie alle nuove proposte arrivate che porteranno un ulteriore incremento economico ed occupazionale.

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