Incontro al Faro tra Difesa Servizi e le aziende interessate alla gestione

Articolo di Antonio Puglisi
Fonte: www.98zero.com

Nell’ambito del progetto “FARI, TORRI ED EDIFICI COSTIERI”, inserito nella più ampia iniziativa “Valore Paese – DIMORE”, si è svolto ieri mattina il secondo incontro al Faro, il primo è stato effettuato il 24 ottobre scorso, tra i responsabili di “Difesa Servizi” e quelle aziende private che hanno prenotato la visita manifestando, di fatto, un primo interesse nella presentazione di domanda di gestione.

Ancora top secret su chi e quanti hanno già manifestato interesse per la gestione del Faro di Capo d’Orlando che rimane uno dei più ambiti tra quelli che sono stati inseriti nel bando di gara per la gestione dei fari e segnalamenti della Marina Militare, come da Convenzione datata 2 febbraio 2015 stipulata con la Direzione dei Lavori e del Demanio e lo Stato Maggiore della Marina del Ministero della Difesa.

A dirigere il sopralluogo il Tenente Colonnello dell’Esercito Italiano Antonio Saraceni, capo area risorse immobiliari di Difesa e Servizi. Sono già diverse le aziende private che hanno mostrato un certo interesse nel voler gestire l’importante immobile e tra queste anche una start up palermitana che si occupa di ricezione turistica.

Il faro di Capo d’Orlando risale verosimilmente a fine XIX, inizio XX secolo, ed è costituito da una torre faro che ospita la lanterna, con scala a chiocciola interna, inserita al centro della facciata di un edificio a pianta rettangolare ad un unico piano, che in passato, prima della definitiva automatizzazione della lanterna, ospitava le abitazioni dei guardiani. La torre, posizionata sulla facciata prospiciente il mare, presenta alla base pianta quadrata, ma al secondo livello si restringe assumendo forma prismatica a pianta ottagonale, sormontata da un alto cornicione merlato. Nel complesso sono inoltre presenti due fabbricati pertinenziali con funzioni accessorie.

Ma quali sono le attività che potranno essere svolte all’interno del Faro paladino una volta ottenuta la gestione? In coerenza con i principi dell’iniziativa, i fari potranno accogliere attività turistiche, ricettive, ristorative, ricreative, didattiche, promozionali, insieme ad iniziative ed eventi di tipo culturale, sociale, sportivo e per la scoperta del territorio.

Abbiamo visitato la struttura durante il sopralluogo degli addetti ai lavori ed abbiamo trovato un immobile decisamente abbandonato nella parte interna. Il Faro di Capo d’Orlando si estende per una superficie complessiva di 893 mq (Superficie coperta 263 mq. – Superficie scoperta: 630 mq.) Il progetto prevede una collaborazione tra pubblico e privato, tra Stato e azienda. Il Comune di Capo d’Orlando, come qualsiasi altro ente pubblico, non può partecipare al Bando per la gestione del Faro che andrà sicuramente ad una azienda privata.

Attraverso lo strumento della concessione d’uso, l’investitore privato non grava il proprio business plan dei costi per l’acquisto degli immobili che rimangono di proprietà pubblica, mentre lo Stato, oltre ad incassare un canone per l’intera durata della concessione, risparmia gli oneri improduttivi di vigilanza, custodia, messa in sicurezza, manutenzione e riattiva nel contempo circuiti virtuosi di trasformazione urbana e sviluppo territoriale. La durata della concessione sarà fino al 31/07/2036. Alla scadenza della concessione, lo Stato rientra automaticamente nella piena disponibilità degli immobili concessi in uso, con l’acquisizione di ogni trasformazione, miglioria, addizione e accessione ad essi apportate. Entro due anni dal termine della concessione, qualora continuino a sussistere le condizioni per un utilizzo duale dell’immobile, su espressa previsione della Marina Militare, si avvierà una nuova procedura concorsuale riconoscendo quale titolo premiale la pregressa gestione dell’immobile.

In sintesi il privato non compra l’immobile ma lo gestisce versando un canone allo Stato ma garantendo a quest’ultimo la ristrutturazione, la vigilanza, la custodia, la messa in sicurezza e la manutenzione della struttura.

“FARI, TORRI ED EDIFICI COSTIERI” si inserisce nell’ambito di “Valore Paese – DIMORE” ed è promosso dall’Agenzia del Demanio e dal Ministero della Difesa, attraverso Difesa Servizi SpA, in collaborazione con CONI, Federazione Italiana Vela, WWF Italia, Touring Club Italia, Cittadinanzattiva, Agenzia Nazionale Giovani e insieme ai partner DIMORE – come ad esempio AICA, ANCE e ANCE giovani.

Sul modello dei “Paradores” in Spagna e delle “Pousadas” in Portogallo, “DIMORE” vuole essere una rete di strutture ricettivo-culturali diffuse a scala nazionale, da realizzare in edifici di grande valore storico-artistico e in siti di pregio ambientale e paesistico, allo scopo di potenziare lo sviluppo dei territori e promuovere l’eccellenza italiana: paesaggio, arte, storia, musica, moda, design, sport, industria creativa, innovazione, enogastronomia.

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