«Il faro di Sant’Andrea? Resterà nel Forte a Mare»

Articolo di Francesco Ribezzo Piccinin
Fonte: www.quotidianodipuglia.it

Terminato lo smontaggio, cosa che è avvenuta appena qualche giorno fa, il faro di Sant’Andrea, che per quasi ottant’anni è stato in cima al castello Alfonsino, sarà conservato all’interno dell’antico maniero all’ingresso del porto interno. Ad assicurarlo è la soprintendente Maria Piccarreta, della Soprintendenza all’archeologia, alle belle arti ed al paesaggio di Brindisi, Lecce e Taranto.
Nelle scorse ore, infatti, si era temuto per un possibile trasferimento, tanto che l’ex capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale Mauro D’Attis, rappresentante dell’Anci nel Comitato delle Regioni del Parlamento europeo, aveva chiesto lumi sulla vicenda.
«Il progetto prevede che dopo lo smontaggio – spiega la soprintendente – il faro sarà collocato in un ambiente sufficientemente grande all’interno del castello Alfonsino e sarà tenuto lì. Al momento, infatti, non ci sono fondi per il suo restauro, che comunque è nelle nostre intenzioni. Dovremo cercare, insieme al Provveditorato alle opere pubbliche e magari anche ad altri enti, di recuperare delle risorse. Per quanto riguarda la situazione attuale, ad ogni modo, noi abbiamo dato solo il nulla osta allo smontaggio, perché era ormai pericolosissimo, volavano via pezzi di metallo».
L’idea, dopo che si saranno trovati i fondi per il suo restauro, è quella di riposizionarlo dove si trovava originariamente. «L’obiettivo – sottolinea la Piccarreta – è quello di ricollocarlo al suo posto. Ovviamente si dovranno prima valutare le sue condizioni. Se si riuscissero a recuperare i fondi, si potrebbe recuperare il cupolino e rimetterlo al suo posto. Sappiamo perfettamente, infatti, che si tratta di un simbolo importante per la città».
La struttura, tra l’altro, prima di essere smontata è stata sottoposta a scansione laser 3d, in modo da poterla ricostruire esattamente com’era. Che si tratti dell’originale o, come continua a proporre D’Attis, di una copia. «Abbiamo – conferma la soprintendente – molti mezzi tecnologici, ormai. E i pezzi che dovessero essere troppo danneggiati possono comunque essere ricostruiti. Intanto però, visto che la struttura è enorme, abbiamo messo a disposizione quell’ambiente. Che, tra l’altro, non sarà interessato dai prossimi lavori di restauro del castello».

Il timore, tuttavia, è che una volta sistemato all’interno del castello Alfonsino, qualcuno possa introdursi nel maniero e sottrarre i pezzi dell’antico segnalatore marittimo, proprio come è accaduto per molte altre cose, finanche i cavi di rame dell’illuminazione.«Il faro – assicura la soprintendente – sarà vigilato. Tra l’altro i lavori di ristrutturazione del castello prevedono anche il portierato. Ma colgo l’occasione per chiarire che il bene non è mai stato abbandonato a se stesso. C’è sempre, infatti, il nostro personale che fa su e giù da Lecce. Si alterna un’unità al giorno che sta lì a controllare e presidiare. Certo, naturalmente non c’è il fine settimana. Ed essendo personale amministrativo, che si presta al servizio su base volontaria, naturalmente fa orario d’ufficio».
Ad ogni modo, conclude tornando sulla questione del faro, «non abbiamo mai messo in dubbio di ricoverare a Brindisi la struttura. E abbiamo la ferma intenzione di conservarlo e trovare i fondi per il suo recupero. Portarlo via non sarebbe certamente stata una cosa buona per la città».

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