«Un privato dietro quelle associazioni»

Fonte: iltirreno.gelocal.it

Alfa Promoter replica a Legambiente e Italia Nostra puntando il dito contro la Eporedia Srl, che ha perso la gara

Ci sarebbe un privato dietro la presa di posizione di Legambiente e Italia Nostra in merito al progetto del faro di Punta Polveraia. È durissima la società Alfa Promoter, aggiudicataria del progetto di riqualificazione per la struttura ex militare di Patresi, nel controbattere i pareri espressi dalle associazioni che hanno puntato il dito contro il rischio di un ecomostro nella struttura del faro, rendendo pubbliche le foto e i rendering del progetto.

L’associazione di imprese, in una nota, ripercorre le fasi dell’aggiudicazione. «Il bando di gara indetto dalla Marina militare, dal ministero della Difesa e da Difesa servizi – spiega Alfa Promoter – è nato con l’obiettivo di valorizzare 15 strutture militari quali fari, torri ed edifici costieri italiani, sottraendoli al degrado attraverso la realizzazione di idee imprenditoriali di qualità, sostenibili e capaci di creare valore economico e sociale, con ricadute occupazionali per tutto il territorio. Il primo faro ristrutturato in Italia è stato il faro di Capo Spartivento in Sardegna. Caduto nell’oblio per oltre 30 anni, nel 2006, grazie a un’opera di restauro conservativo importante, il faro ha iniziato la sua seconda vita ed è diventato il primo faro in Italia destinato all’accoglienza».

La gara per il Faro di Punta Polveraia è stata vinta da un’associazione di imprese elbane e livornesi, il cui progetto ha «il dichiarato intento di ispirarsi al modello di eccellenza sopracitato del Faro di Capo Spartivento nelle vicinanze di Chia – puntualizza ancora Alfa Promoter – e di far sì che anche il faro dell’isola d’Elba diventi un posto magico, suscettibile di creare valore indotto all’intero territorio elbano».

Uno scenario diverso rispetto a quello delineato da Legambiente e Italia Nostra. «Leggendo il comunicato sembrerebbe davvero che le associazioni abbiano a cuore il faro e l’ambiente circostante. Sono infatti preoccupati che il progetto presentato possa realizzare un “ecomostro” – attacca l’associazione di imprese – lodevole intento, sembrerebbe. Se non fosse che quello che qui viene definito “ecomostro” , in Sardegna è stato addirittura eletto a modello di eccellenza e premiato dalla Marina militare italiana come “esempio di recupero di architettura militare”. Strano: premiato in Sardegna e bocciato all’Elba. Forse all’Elba i progetti eccellenti non sono ammessi?».

Ma è contro le associazioni che Alfa Promoter si scaglia: «Si afferma infatti che “si è preferito un progetto che prevede nel faro un esercizio ricettivo/ristorativo…”. Preferito, rispetto a chi? Certo non da Legambiente o da Italia Nostra, che non hanno partecipato alla gara». La società allude a un possibile contatto tra le associazioni e la società privata che ha partecipato alla gara, arrivando seconda. «Questo sospetto diventa amara realtà quando si scopre che non solo sono state fornite loro informazioni, ma addirittura rappresentazioni grafiche del progetto vincitore, che non sono ancora pubbliche, facendo parte della documentazione di gara. Tali documenti possono essere richiesti solo dai partecipanti alla gara che abbiano un interesse motivato».

Secondo Alfa Promoter dietro l’attacco delle associazioni si celerebbe la società Eporedia Srl di Varese. «Solo quest’ultima – spiegano dalla società – ha infatti fatto richiesta di accesso agli atti, per visionare il progetto della Rti aggiudicataria. A Eporedia la perdita della gara proprio non è andata giù, tanto da fare anche ricorso al Tar. Questa società ha ad oggetto l’attività di “affittacamere, case e appartamenti per vacanze, bed and breakfast, residence”, un’attività dunque turistico/ricettiva, proprio come quella che oggi le associazioni sembrano demonizzare. Una società, oltretutto, di Varese, quindi con nessun punto di contatto con l’isola d’Elba».

Alfa Promoter pone dubbi sulla paternità del comunicato delle associazioni ma non entra nel merito dei dettagli del progetto, base dell’attacco delle associazioni. La società si limita a parlare di «sciocchezze sul piano tecnico», «false affermazioni inerenti il progetto», oltre che di «scarsa sensibilità con l’estetica», rilevando come «la sede competente per formulare rilievi è oggi il Tar; l’unica autorità giudiziaria competente ad affrontarli, stante la pendenza di giudizio. A tempo debito poi saranno competenti la commissione paesaggistica del Comune di Marciana, la Soprintendenza alla belle arti e paesaggio di Pisa, la capitaneria di porto di Portoferraio, l’ufficio dogane di Livorno, che effettueranno le loro valutazioni nell’ambito delle rispettive competenze istituzionali».

0
Connessione
Attendere...
Messaggio

Il guardiano non è online al momento: lascia un messaggio.

* Nome
* Messaggio
Login now

Need more help? Save time by starting your support request online.

Your name
Describe your issue
Chat online
Feedback

Help us help you better! Feel free to leave us any additional feedback.

How do you rate our support?
Power by

Download Free AZ | Free Wordpress Themes