Il faro delle Formiche è stato assegnato a tre imprenditori

Articolo di Elisabetta Giorgi
Fonte: iltirreno.gelocal.it

Il bando del Demanio va in porto, i vincitori sono grossetani: realizzeranno posti letto e attività scientifico-naturalistiche

Stavolta il bando è andato in porto e il faro delle Formiche è stato aggiudicato. Saranno 17 anni di concessione per un investimento di 365.000 euro, destinato a trasformare la struttura in luogo d’accoglienza e ristorazione, con locali dedicati ad attività didattiche scientifico-naturalistiche. Ad aggiudicarselo è stato un Rti (raggruppamento temporaneo di imprese) dal nome Sea Turtles Friends di Grosseto, composto da tre imprenditori di Grosseto e dal Club subacqueo grossetano.

Il bando. È la seconda volta che Agenzia del Demanio e Difesa servizi spa (società in house del Ministero della difesa) mettono a bando i fari. Una prima gara era partita nel 2015 e aveva visto aggiudicare nel 2016 due fari gigliesi, mentre era fallita l’aggiudicazione del faro nell’isolotto della Formica grande. Struttura che è tornata a gara nel secondo bando, con successo. Di recente erano stati ammessi alla valutazione dell’offerta tecnica 4 soggetti: la Iervolino srl, con sede a Grosseto in via Aurelia sud; la Marinella spa (sempre di Grosseto e che aveva già partecipato al primo bando); la New Housing srl (di Firenze) e l’Rti del costituendo “Sea turtles friends” che si è aggiudicato il tutto. Per il momento la graduatoria di concessione è provvisoria; i vincitori avevano già partecipato al primo bando nel 2015 con nome diverso. «Ci abbiamo creduto e stavolta è andata bene», commentano soddisfatti.

Chi sono i vincitori. A comporre il Raggruppamento temporaneo d’imprese è una cordata di 3 imprenditori locali più il club subacqueo grossetano. Gli imprenditori – tutti subacquei – sono Fabio Biagini (presidente del club), Ermanno Rossi e Luca Scarpini. «Siamo tutti e tre legati all’attività turistico-ricettiva», spiega Biagini che è titolare dell’agriturismo Vecchio Mulino a Roselle, mentre Scarpini (con il socio Santini) ha il ristorante Le tre fonti sempre a Roselle e Rossi gestisce pontili a Talamone. In prima battuta il bando prevede attività turistico-ricettiva tant’è che «a grandi linee – dice Biagini – realizzeremo almeno 8 posti letto. Per la parte didattico-ambientale avremo una collaborazione diretta con la Regione, l’Osservatorio della Biodiversità e il Parco della Maremma. Nel progetto abbiamo inserito poi una zona, un piccolo tratto di mare per la liberazione delle tartarughe marine recuperate dal Centro di recupero del Parco della Maremma, sempre col coordinamento dell’Osservatorio toscano per la biodiversità». I tempi? «Si pensa e spera che entro luglio possa avvenire la firma definitiva. Il progetto è pressoché pronto ma si tratterà di valutare il tutto con la Soprintendenza».

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