Vecchio faro, il simbolo perduto

Articolo di Angelo Perfetti
Fonte: www.civonline.it

Fiumicino. Viaggio all’interno della zona off limits della struttura a Fiumara Grande. Negli Anni ‘70 fu dichiarato inagibile, nel 2014 la promessa di lavori. A distanza di 40 anni nessun recupero è stato ancora possibile

Da fuori non ti immagini quanti spazi possano esserci all’interno, quale disposinilità di locali ci sia, quale meraviglioso panorama è visibile da uno qualunque dei tanti finestroni che accompagnano la salita fino alla terrazza superiore, qualla che ospitava la lampada. Devi entrare per capire, ma è vietato farlo, perché la struttura è degradata e pericolosa.
Noi del Faro on line abbiamo fatto uno strappo alla regola, per far capire a tutti i giovani del territorio che quel simbolo di cui hanno solo sentito parlare è molto di più di un rudere, potrebbe essere utilizzato in mille modi invece che rappresentare il asimbolo dell’ultimo fallimento del territorio, l’ipotesi di un nuovo porto turistico.
Siamo alla foce del Tevere, nella zona di Fiumara Grande, lì «…dove l’acqua di Tevero s’insala…», come verseggiava Dante nel secondo canto del Purgatorio, ambientando in questo luogo di incontro tra Tevere e Tirreno il punto di raccolta delle anime destinate al secondo regno.
Il vecchio faro, ricostruito nel ‘46 sulle ceneri del precedente a seguito dei bombardamenti aerei tedeschi, venne abbandonato negli Anni 70 perchè considerato pericolante. Siamo nel 2017 e nulla è cambiato, come se il territorio e la politica non fossero in grado di incidere, di programmare, di recuperare.
Era il gennaio 2014 quando l’attuale sindaco Montino affrontò la questione: “Il vecchio faro, il simbolo della nostra Città, rischia di crollare – disse in visita presso l’antico faro della città -.
Il monumento storico versa in una condizione di gravissimo pericolo. Durante il sopralluogo odierno sono entrato nell’area di cantiere verificando una situazione di degrado e abbandono ormai intollerabile. Le mareggiate hanno quasi completamente eroso la scogliera di protezione e l’acqua entra penetrando nelle fondamenta del Faro. Ho scritto una lettera urgente indirizzata ai responsabili di Iniziative Portuali IP perché si facciano carico, prima di tutto, di restituire decoro a un’area trascurata e abbandonata, piena di detriti e immondizia. Questa amministrazione ha già proceduto alla demolizione di un manufatto degradato nelle vicinanze e a una bonifica di materiali inquinanti sempre in zona. Ma occorrono interventi per garantire sicurezza e pubblica incolumità in un’area di cantiere ormai in disuso”.
Investimenti che non sono mai arrivati, e la struttura versa sempre in condizioni peggiori. Lporizzonte però non dovrebbe essere l’impedimento del crollo, ma il consolidamento per un nuovo utilizzo.
Quel faro va riacceso, almeno metaforicamente, Siamo convinti che i problemi di Fiumicino siano molti altri, ma per combattere i simboli sono indispensabili, e la rinascita di un territorio, la spinta propositiva, può partire anche dal recuperare la propria storia e metterla al servizio di attività contemporanee pensando al futuro di una comunit. Si chiama “cultura”.

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