Dormire nel vecchio faro per scoprire le radici dell’Irlanda

Fonte: www.online-news.it

Un itinerario turistico lungo 1.486 chilometri, da Belfast a Cork, collega le “lampade” che vegliavano sui naviganti. Testimoni di eventi storici, naufraghi e intriganti love story, alcuni sono stati trasformati in alberghi, altri si possono affittare per una notte fuori dal comune

Isola solitaria ai confini con l’oceano, l’Irlanda ha illuminato per secoli la rotta a intrepidi marinai e avventurieri. Sulle scogliere battute dall’Atlantico, lungo le coste popolate di villaggi, arroccati sui promontori più impervi, i fari raccontano la storia e i segreti della terra di Erin, la dea-maga che proteggeva gli antichi Gaeli. Storie di naufragi, di conquiste, di grandi amori e di inevitabili tragedie si nascondono nelle acque che abbracciano l’isola di San Patrizio. Un itinerario di 1.486 chilometri, da Belfast a Cork, permette di scoprire i segreti dei fari d’Irlanda, riunendo due dei migliori percorsi turistici d’Europa: la Causeway Coastal Route e la Wild Atlantic Way.
Si parte da Saint John’s Point, nella contea di Donegal. È qui che nel 1588 tre navi dell’Invincibile Armada mandate alla guerra da re Filippo di Spagna contro i vascelli inglesi di Elisabetta I naufragarono durante le tempeste che flagellarono Streedagh Strand, di fronte a Saint John’s Point. Ci vollero altri 250 anni affinché mercanti e commercianti dell’indaffarato porto di Killybegs decidessero la costruzione di un faro. Il progettista, George Halpin Senior, creò una torre di granito, e la luce venne accesa nel 1831. Poco lontano è il faro di Fanad Head. Costruito dopo il tragico naufragio della Saldanha, nel 1811, la leggenda vuole che l’unico superstite del disastro fosse il pappagallo della nave che sul collare in argento aveva inciso il nome dell’imbarcazione. Da allora il faro di Fanad Head ha salvato innumerevoli vite. Per chi vuole assaporare l’atmosfera di questo angolo verde dove lo sguardo si perde nell’oceano c’è la possibilità di dormire nei tre cottage accanto al faro. Per poi raggiungere il Great Arch, l’enorme “buco” nella scogliera scavato dalle onde dell’Atlantico.
Sull’isola di Rathlin sorge invece l’unico faro “capovolto” d’Irlanda. Costruito tra il 1912 e il 1917, nasconde una leggenda curiosa. Fu in una grotta sotto il Rathlin West Lighthouse che Robert Bruce pare abbia appreso il dono della perseveranza da un ragnetto, rafforzando la determinazione a tornare nella natia Scozia per riconquistare la corona. Ora ad abitare questi luoghi sono foche, gazze marine e gabbiani. Sulla sponda settentrionale del Belfast Lough, il faro di Blackhead un tempo vegliava su navi come il Titanic, l’Olympic e il Britannic. Oggi, grazie all’Irish Landmark Trust, si può trascorrere la notte nell’abitazione del custode immaginando le traversate dell’epoca d’oro.
Il Wicklow non è soltanto il giardino d’Irlanda ma vanta anche una costa ricca di testimonianze storiche. Circondato da cespugli di ginestre, sorge un insolito faro ottagonale: fu uno dei due costruiti lungo il litorale sudorientale nel 1781. Dopo 55 anni di onorato servizio, un fulmine colpì la torre. Le pareti in pietra resistettero, ma gli interni vennero completamente distrutti da un incendio. Oggi, però, i sei piani sono la quintessenza del lusso nautico e si possono affittare per un soggiorno indimenticabile. Dall’alto si può vedere l’antica prigione di Wicklow, dove venivano rinchiusi i ladri durante la Grande Carestia in attesa di venire deportati in Australia.
Con i suoi ottocento anni di servizio, il faro di Hook Head è stato testimone di numerosi eventi. Si narra che un monaco gallese del V secolo tenesse sempre accesa una luce sulla penisola per informare i marinai del pericolo di naufragio.
I custodi del faro di Galley Head hanno dovuto assistere a molte tragedie, tra cui l’affondamento del Lusitania nel 1915 e di molte imbarcazioni britanniche e tedesche durante la Seconda guerra mondiale. Il faro, bianchissimo, guarda l’oceano dall’alto dei suoi cinquantatré metri, incastonato in un pittoresco promontorio rivolto verso l’Europa. Costruito nel 1875, era un tempo il faro più potente del mondo. Ancora oggi è tra i principali aiuti per la navigazione nella contea di Cork, insieme alle “lampade” di Old Head of Kinsale e Fastnet. Nonostante sia ancora in attività, pure qui si può dormire, in una delle due abitazioni del custode.
Il faro di Loop Head, nella contea di Clare, in origine era soltanto un braciere a carbone issato su una piattaforma sul tetto di un cottage in pietra. Ora è un colosso che veglia sui naviganti a novanta metri di altezza sull’oceano Atlantico. Più modesto ma non meno affascinante è il faro di Clare Island. Acceso nel 1806 tra le colline del punto più settentrionale dell’isoletta, venne dismesso nel 1965. Il motivo? A causa della posizione sulle alte scogliere, era troppo spesso avvolto dalla nebbia e i marinai non riuscivano a vederne la luce. È stato trasformato in un albergo in stile Art Déco.

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