Due proposte per ridare nuova vita al faro

Articolo di Samuele Govoni
Fonte: lanuovaferrara.gelocal.it

“Valore Paese”, si è chiuso Il bando di gara. Ora il Demanio valuterà i progetti. Il sindaco Viviani: la struttura può essere importante per il turismo locale

«Per la riqualificazione del faro di Gorino sono state presentate due proposte. Ora toccherà al Demanio valutare i progetti. Spero che la decisione venga presa in tempi rapidi così da iniziare a impostare i lavori in tempo per la prossima stagione estiva». Il sindaco di Goro Diego Viviani è in attesa, come tanti sul territorio, di conoscere i due progetti di recupero della struttura marittima presentati al Demanio.

«Non so dire da dove arrivino le proposte perché – aggiunge – il Comune non se ne occupa direttamente, è il Demanio che sta gestendo tutto. Quello che posso dire è che credo nella nostra struttura e se ben utilizzata può avere una rilevanza nel settore turistico locale». L’Agenzia del Demanio nei giorni scorsi ha annunciato che le proposte pervenute riguardo al riuso di 20 fari, torri ed edifici costieri di proprietà dello Stato, sono state in totale 54; un numero in netta crescita rispetto alle proposte avanzate lo scorso anno (20 per 11 strutture). Il bando di gara “Valore Pese-Fari” lanciato lo scorso settembre e conclusosi il 19 dicembre, ha catturato fin da subito l’attenzione di numerosi imprenditori che hanno visto in questi spazi un potenziale notevole per la realizzazione di future strutture ricettive capaci di integrarsi armonicamente con l’ambiente circostante. Ora comincia la fase due, ovvero quella della valutazione delle offerte. Come già avvenuto per il bando dello scorso anno, sono state appositamente costituite le commissioni di gara per l’Agenzia del Demanio e per il Ministero della Difesa, che verificheranno la correttezza della documentazione presentata dai diversi partecipanti. Il faro di Gorino è da sempre visto come un possibile punto di riferimento per tutti i turisti, specialmente slow, interessati a scoprire il Parco del Delta. Gli amanti dell’escursionismo, della bici e del trekking potrebbero infatti trovare qui un luogo “isolato” ma capace di rispondere alle loro esigenze turistiche.

«Ancora una volta – ha affermato il direttore dell’Agenzia del Demanio, Roberto Reggi – gli imprenditori, le associazioni e i cittadini hanno risposto con entusiasmo a un progetto importante: far tornare a nuova vita queste strutture, infatti, vuol dire non solo recuperarle, grazie a progetti di valorizzazione, ma soprattutto metterle a disposizione della comunità, creare nuova occupazione, alimentare la rinascita dei bellissimi luoghi in cui si trovano».

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