Faro delle Formiche: sei offerte per il suo recupero

Fonte: iltirreno.gelocal.it

Bando “Valore Paese”: l’Agenzia del Demanio apre le buste per la concessione cinquantennale della struttura al largo di Marina di Grosseto

Ben sei proposte sono arrivate per il recupero e il riuso del faro delle Formiche, nell’isolotto di Formica Grande, la “lanterna” dei isolotti maremmani al largo di Marina di Grosseto, che Difesa Servizi spa e Agenzia del Demanio ha proposto in concessione fino a 50 anni nell’ambito del secondo bando di gara che interessa 20 tra fari, torri ed edifici costieri di proprietà dello Stato.

Complessivamente sono 54 le proposte pervenute in tre mesi da parte di investitori immobiliari italiani e stranieri, associazioni, singoli imprenditori e imprese del settore alberghiero. Martedì 20, con l’apertura in seduta pubblica dei plichi, comincia la fase di valutazione delle offerte. Quella «più vantaggiosa», in base alla componente progettuale (punteggio pari al 60%) e alla componente economica (40%), si aggiudicherà la concessione.

L’immobile più gettonato tra quelli messi a gara dallo Stato è il Faro di Punta Polveraia a Marciana, nell’isola d’Elba, con sette offerte arrivate. Il faro di Punta Polveraia, costruito nel 1909, è un edificio imponente, su due piani, che si estende per 2.769 metri quadrati. Ma tra i beni che i privati chiedono in concessione, ci sono anche strutture di dimensioni molto più contenute.

È il caso del Faro dell’isola di Spignon, a Venezia. Si tratta di un faro piuttosto malmesso che si estende su una superficie di appena 190 metri quadrati, ma che sorge su un isolotto vicino agli Alberoni, in uno dei luoghi più magici e romantici della laguna di Venezia. Per questa potenziale casa da sogno sono arrivate cinque proposte, mentre sei, come detto, hanno interessato il Faro delle Formiche.

Quattro proposte interessano il riuso del faro della Guardia sull’isola di Ponza, il faro di Capo Mulini a Acireale (Catania), quello di Capo Faro a Santa Maria di Salina, il faro di Capo Zafferana a Santa Flavia (Palermo) e il faro di Punta del Pero, a Siracusa. Tre proposte, poi, per il faro di Punta Libeccio sull’isola di Marettimo e per il faro di Capo Milazzo; due per il faro di Punta Spadillo a Pantelleria, per il faro di Goro, fra il Po e il mare ferrarese, per la Torre Castelluccia del Bosco Caggione, una torre costiera del 500 situata a Marina di Pulsano, in provincia di Taranto e per lo Stand Florio, un edificio costruito nel 1905 sul litorale meridionale di Palermo. Una proposta, infine per il recupero e il riuso del faro di Torre Preposti a Vieste, sul Gargano, e una per l’ex Convento San Domenico maggiore Monteoliveto, a Taranto, una struttura seicentesca che si affaccia sul lungomare della città vecchia.

«Il grande interesse verso il progetto Valore Paese Fari 2016 conferma ancora una volta la validità dell’idea ed è il frutto di una proficua collaborazione tra le amministrazioni centrali, territoriali, le comunità locali e il mondo dell’imprenditoria», ha commentato l’ad di Difesa Servizi Spa Fausto Recchia. «Ancora una volta – ha aggiunto il direttore dell’Agenzia del Demanio, Roberto Reggi – gli imprenditori, le associazioni e i cittadini hanno risposto con entusiasmo a un progetto importante: far tornare a nuova vita queste strutture, infatti, vuol dire non solo recuperarle, grazie a progetti di valorizzazione, ma soprattutto metterle a disposizione della comunità, creare nuova occupazione, alimentare la rinascita dei bellissimi luoghi in cui si trovano. Il numero delle offerte ricevute ha invece confermato che se si lavora bene per costruire operazioni di recupero realmente appetibili, la partecipazione c’è e i risultati arrivano».

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