San Cataldo, un ‘Borgo’ all’ombra del faro: “Quartiere unico e dalle grandi potenzialità”

Articolo di Nico Andrisani
Fonte: www.baritoday.it

I residenti propongono di valorizzare la penisola attraverso un ‘brand’ e una denominazione simile a quella utilizzata per Bari vecchia: “Potrebbe rilanciare commercio e lavoro”

Una penisola proiettata sul mare, con caratteristiche storiche e sociali uniche, rendendolo un rione a sé, da promuovere per rilanciarlo dal punto di vista turistico ed economico. San Cataldo come borgo? Un’idea intrigante, assolutamente fondata se si analizza il passato e il presente del piccolo quartiere all’ombra del faro dove la locale comunità di circa 1500 residenti sta cercando di valorizzare un patrimonio troppo spesso sottostimato. La proposta sta cominciando a circolare nel comitato di abitanti e, chissà, superare i confini del quartiere: “Non è solo un concetto poetico – spiega Terry Marinuzzi, tra le voci più attive della comunità di San Cataldo – ma può avere implicazioni molto interessanti per la comunità”.

“Spesso – prosegue – abbiamo ragionato sulle potenzialità del rione: siamo una penisola completamente protesa sul mare dove vi sono due beni di grande pregio, ovvero uno dei più alti fari d’Europa e la scuola Marconi dove il grande scienziato ha effettuato uno storico collegamento radiofonico con l’altra sponda dell’Adriatico. In altri Paesi sarebbero stati valorizzati da tempo. Inoltre qui a San Cataldo abbiamo anche un microclima unico e una realtà naturalistica che mette in evidenza le possibilità di un luogo, tra l’altro, facilmente raggiungibile con mobilità tradizionale e ‘lenta’, ad esempio in bici o con i bus”. Lo status e la denominazione di borgo potrebbero esaltare le tipicità del quartiere, generando un circolo virtuoso: “Le caratteristiche già ci sono – aggiunge Marinuzzi -. Sviluppare un brand, magari anche attraverso una segnaletica unica e un coordinamento delle attività, potrebbe rilanciare il commercio e portare sviluppo e lavoro”. Non è difficile pensare, magari, a un percorso di piccole botteghe e negozi di artigiani a poca distanza dai ristoranti e dai bar che da anni animano San Cataldo.

L’Idea, al momento, è allo stato embrionale, ma potrebbe trovare il consenso delle amministrazioni locali: “Ci vuole anche uno scatto imprenditoriale e progettuale – spiega ancora Marinuzzi -. Ritengo sia possibile già iniziare un lavoro di caratterizzazione sull’identità della penisola, alla fine molto simile anche al Bari Vecchia come conformazione, zona, per l’appunto, chiamata Borgo Antico”. Una carta importante, dunque, per trasformare un quartiere affascinante e allo stesso tempo impegnato in una realtà quotidiana non sempre semplice: “Spesso – commenta Marinuzzi – la manutenzione ordinaria è carente ma per i posti che abbiamo segnalato ci sono state risposte da parte del Comune. La vivibilità è nel complesso migliorata, anche nelle piccole cose, anche grazie ad azioni di sensibilizzazione. Piccole cose ma quotidiane. E’ questo il modo giusto per ottenere risultati”.

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