Incontro con Paula, la guardiana del faro

Fonte: www.visitfinland.com

Per i finlandesi visitare la torre del faro di Bengtskär è come andare in pellegrinaggio. Un viaggio da intraprendere almeno una volta nella vita. Paula Wilson, guardiana del faro, ci spiega la magia di questo luogo.

“Ho visitato per la prima volta Bengtskär nell’estate del 1968, quando mi sono fidanzata con mio marito. E subito ne sono rimasta come catturata. Un’isola solitaria, a chilometri e chilometri di distanza da tutto e da tutti, sembrava un luogo incantato. Un po’ come essere al largo nel mare, ma con i piedi saldi sulla terraferma.

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“All’inizio degli anni Novanta la torre del faro di Bengtskär, un tempo imponente, era caduta in disuso a causa della mancata manutenzione per oltre 25 anni. Io e mio marito abbiamo fatto pressione all’Università di Turku, proprietaria dell’edificio, per la sua ristrutturazione, e così gli abbiamo conferito un nuovo anelito di vita. Il faro è ritornato ai fasti di un tempo, diventando un vero e proprio museo aperto ai visitatori. Noi stessi ci viviamo da 16 anni. Siamo i guardiani del faro e contemporaneamente gestiamo un piccolo albergo nell’edificio, che ospita anche una sauna in granito costruita nel 1907, e che ovviamente teniamo sempre accesa la sera per i nostri ospiti.”

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Bengtskär è la torre del faro più alta di tutti i Paesi nordici – una pietra miliare impressionante, tipica del nazionalismo romantico, che ha avuto un ruolo fondamentale nella storia della Finlandia.

Il faro è stato costruito nel 1906 e cinque famiglie hanno vissuto durante tutto l’anno nell’isola, fino alla guerra d’inverno. All’inizio della guerra di continuazione, nel 1941, una spietata battaglia fu combattuta per la conquista del faro, e le sue tracce restano evidenti ancora ai giorni nostri: la sua atmosfera racchiude un lungo passato ricco di avvenimenti. La storia dell’edificio e il destino delle persone che hanno abitato l’isola prima di noi lasciano sempre un’impressione particolare sui visitatori.

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Costruita nel 1906, Bengtskär è la torre del faro più alta dei Paesi nordici. Durante la seconda guerra mondiale, una spietata battaglia fu combattuta per la conquista dell’isola nel 1941, e le sue tracce sono ancora evidenti.

“È probabilmente la più grande torre del faro mai costruita. E vi rendete conto che questa è davvero l’ultima isola, al di là non c’è nient’altro che mare? Il mare lo vediamo proprio di fronte a noi, mentre le altre isole abitate restano alle nostre spalle, ben più vicine alla terraferma. È un pensiero stupendo, che ne dite?”

Papà Mumin in “Papà Mumin sul mare” di Tove Jansson

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Paula Wilson e suo marito vivono nella torre del faro da 16 anni. Lavorano come guardiani del faro e gestiscono un piccolo hotel da giugno a settembre. Proprio nella torre.

“Anche se Bengtskär è la mia casa, il suo faro appartiene a tutti in Finlandia. È una parte fondamentale della nostra eredità culturale, un tesoro nazionale alla pari di castelli e chiese. Il faro è aperto al pubblico ogni giorno da  giugno a settembre.”

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Un’isola solitaria, a chilometri e chilometri di distanza da tutto, è come un luogo incantato. In estate, anche durante la notte, la luce del sole fa capolino da sotto l’orizzonte.

L’isola di Bengtskär è piccola, circa due ettari di terra e roccia, spoglia di alberi. Durante milioni di anni il mare ha dato una forma rotondeggiante alle rocce dell’isola. Qua e là vi sono piccole insenature, dove è possibile trovare nidi d’uccelli, che a centinaia popolano l’isola durante l’estate. Ma ciò che rende il tutto così impressionante è il tempo che cambia di continuo, così al largo nel mare. A volte completamente calmo, e solo un minuto più tardi vedi alte onde che sbattono sulle rocce.

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“Il mare lo vediamo proprio di fronte a noi, mentre le altre isole abitate restano alle nostre spalle, ben più vicine alla terraferma. È un pensiero stupendo, che ne dite?”

Papà Mumin

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