Il faro delle Formiche è di nuovo all’asta

Articolo di di Giovanna Mezzana
Fonte: iltirreno.gelocal.it

Grosseto, il bando precedente è stato annullato «per errore» del ministero. Ipotesi di ricorso al Tar per Marinella e Marina di San Rocco che avevano concorso con un progetto di valorizzazione da 220.000 euro

E il faro delle Formiche torna di nuovo al miglior offerente, pardon, a chi propone il miglior progetto di valorizzazione. Sembrava a un passo l’aggiudicazione della “lanterna” degli isolotti maremmani – alla Marinella spa e alla Marina di San Rocco – e invece i giochi si riaprono. Nulla di fatto. Il faro delle Formiche – la notizia è di ieri e arriva da Roma – è stato inserito tra i venti beni di proprietà dello Stato che saranno messi a gara mediante il secondo bando targato Difesa Servizi spa e Agenzia del Demanio. Ieri l’annuncio, a settembre l’apertura del match. Luciano Serra, avvocato di Grosseto e presidente della Marina di San Rocco, società concessionaria del porto di Marina, non ci sta e promette carte bollate. Andiamo con ordine.

Un progetto di pregio. Marinella spa e Marina di San Rocco – in tandem – avevano messo a punto un bel progetto con cui parteciparono a un precedente bando per concorrere all’aggiudicazione dell’affitto del faro. Costo dell’investimento, 220.000 euro. Era maggio quando Serra descriveva il progetto messo a punto dalle due società: turismo low cost, corsi per subacquei e amanti dell’astromonia. A inizio estate Marinella spa e Marina di San Rocco sapevano di aver sbaragliato gli altri concorrenti: il loro era l’unico piano di socio-restyling rimasto in lizza. Non rimaneva che aspettare.

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L’attesa. Tutto tace. A giugno Serra ancora non aveva avuto notizie da Difesa Servizi, la società per azioni con socio unico il ministero della Difesa, braccio operativo nella gestione economica dei beni di proprietà del dicastero e dei servizi che discendono dall’attività di esso.

Responso e beffa. Una decina di giorni fa è arrivata la risposta: «Con una nota – dettaglia Serra – Difesa Servizi ci ha informato di aver annullato l’asta alla quale avevamo partecipato. Per loro autotutela». Per quale ragione? «C’è stato un errore – risponde l’avvocato – Hanno messo a bando anche ciò su cui non avevano competenza, includendo anche l’isola quando nel loro raggio rientra solo il faro».

Ipotesi ricorso. Dopo aver studiato e messo su carta un progetto, previsto un investimento e concorso all’assegnazione, le due società sono rimaste con un pugno di mosche in mano. «Abbiamo dato mandato ai nostri legali di Firenze – annuncia Serra – di valutare se ci siano gli estremi per presentare un ricorso al Tribunale amministrativo regionale». Vedremo, insomma.

Il bando n.2. Nel frattempo ieri a Roma è stata presentata “Valore Paese Fari”, iniziativa che prevede l’affitto di fari, torri e edifici costieri dello Stato fino a 50 anni. La concessione dei fari ai privati valorizza il patrimonio e riduce i costi a carico della pubblica amministrazione. A settembre partirà la gara ad evidenza pubblica per affidare in concessione venti beni di proprietà statale: fari, torri e edifici costieri, appunto. Obiettivo, farli “rivivere” come dimore uniche e attraverso una rete nazionale dedicata al turismo sostenibile, natura, cultura e ambiente, in grado di generare valore economico e sociale. Il faro delle Formiche rientra nel portafoglio dei dieci fari sotto la gestione di Difesa Servizi: in Toscana c’è anche il faro di Punta Polveraia a Marciana, sull’Isola d’Elba. Il bando si aprirà il 15 settembre e ci saranno tre mesi di tempo per farsi avanti con una proposta che dia ancora vita alle lanterne della costa, luoghi tra i più evocativi del Belpaese.

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