Palermo, progetto del Comune: “Un museo nel faro di Capo Gallo”

Articolo di Mario Pintagro
Foto di Franco Lannino/StudioCamera
Fonte: palermo.repubblica.it

Il Comune di Palermo rispolvera l’idea di trasformare il faro di Capo Gallo in una struttura aperta al pubblico, forse un museo. La proposta parte dall’assessore all’ambiente Sergio Marino, ed è contenuta nel piano d’azione comunale per il contenimento dell’inquinamento atmosferico e costiero di Palermo. Poche righe nelle quali Marino annuncia che sono ripresi i contatti con l’Ufficio del demanio, proprietario della struttura, per la concessione dei locali, per i quali era stato già redatto un progetto di rifunzionalizzazione. È ancora presto per avere una risposta, certo è che Capo Gallo, riserva naturale di terra e di mare, rappresenta per i palermitani un luogo discreto e appartato di grande bellezza e suggestione. Non è un caso che un noto biologo marino, tra una spiegazione scientifica e l’altra e con un po’ d’enfasi, l’abbia eletto come il “topos” massimo della trasgressione palermitana. Stando al biologo è proprio a Capo Gallo che sarebbero stati concepiti buona parte dei baby boomers palermitani. Alzi la mano chi non abbia mai ceduto alla tentazione di un bagno naturista nell’impervia scogliera nei dintorni del faro, punta più avanzata a nord della costa palermitana. Per il resto, Capo Gallo di giorno è la meta preferita di ciclisti e corridori, sempre più numerosi, che magari tra una falcata e l’altra raccontano (o millantano) delle tante conquiste raggiunte sugli scogli aguzzi.