Rinascono i fari siciliani: yoga, vela, pesca e turismo con i nuovi gestori

Articolo di Tullio Filippone
Fonte: palermo.repubblica.it

L’Agenzia del Demanio e il ministero della Difesa concedono in affitto quattro impianti ad associazioni e imprenditori. C’è anche un gruppo tedesco

Un hub culturale nel Faro di Punta Cavazzi di Ustica, un resort al Faro di Capo Grosso di Levanzo, un punto d’accoglienza turistica a Brucoli, Augusta e un resort di lusso e centro congressi al Faro di Murro di Porco Siracusa. Dopo mesi di attesa finalmente si conoscono gli aggiudicatari di Valore Paese Fari, progetto promosso dall’Agenzia del Demanio e il Ministero della Difesa per concedere in affitto per periodi variabili da 6 a 50 anni, nove fari sul territorio nazionale, tra cui le quattro antiche strutture delle coste siciliane.

A Punta Cavazzi ad Ustica, la società Sabir Immobiliare srl ha proposto un progetto di accoglienza sul modello foresteria in cui sviluppare momenti dedicati alla formazione, allo studio e all’intrattenimento. Un hub culturale che potrà diventare punto di riferimento per studenti e giovani ricercatori appassionati del mare; a Capo Grosso di Levanzo, l’imprenditore Lorenzo Malafarina ha proposto un resort dove ospitare workshop di cucina, fotografia, eventi, escursioni e altre attività legate alla vela, alla pesca e allo yoga; nel faro di Brucoli di Augusta l’Azzurra Capital srl allestirà un punto di accoglienza turistica associato ai prodotti eno-gastronomici locali. Infine il faro Murro di Porco a Siracusa, è stato assegnato al giovane imprenditore Sebastian Cortese, che ha proposto un modello di business che comprende la ristorazione, il marketing, uno spazio per congressi ed eventi e ben 14 posti letto tra suite e boutique apartment. Dopo anni di abbandono e degrado, le torri antiche un tempo abitate dai custodi e oggi automatizzate, rinasceranno con il modello del lighthouse accomodation, un progetto di riqualificazione per uso turistico, culturale e ricreativo già in uso in molti paesi europei, ma anche in Usa, Canada e Australia.

In attesa della conclusione definitiva della procedura di gara si conoscono già le cifre degli investimenti. A livello nazionale l’intera operazione comporterà un investimento di circa 6 milioni di euro per riqualificare le strutture, con una ricaduta economica complessiva di circa 20 milioni di euro e la probabile assunzione di circa 100 operatori. Un dato che fa ipotizzare che le antiche torri di avvistamento siciliane, poco meno della metà del totale, 4 su 9, potrebbero aggiudicarsi poco meno della metà degli investimenti. Dalla locazione lo Stato incasserà oltre 340 mila euro di canoni annui con ricavi complessivi di oltre 7 milioni di euro per tutto il periodo di affidamento e un canone medio stimato di locazione di meno di 40mila euro per gli aggiudicatari.

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