Ischia, il faro di Punta Imperatore diventerà un resort di lusso

Articolo di Pasquale Raicaldo
Fonte: napoli.repubblica.it

La torre aggiudicata a un gruppo tedesco, al Wwf il faro di Capo d’Orso, a Maiori

Suggestivi e ricchi di fascino, ora, sono pronti per una seconda vita. Sono i fari di Punta Imperatore, a Ischia, e di Capo d’Orso, a Maiori, nel Salernitano: due degli undici che l’Agenzia del Demanio, con il ministero della Difesa, ha proposto in affitto a privati per un massimo di cinquant’anni. E che da ieri hanno finalmente chiaro il loro futuro.

Percorsi apparentemente agli antipodi: da un lato, il Wwf – la più grande organizzazione mondiale per la conservazione di natura, habitat e specie in pericolo – si è aggiudicato il faro di Capo d’Orso, incastonato a strapiombo sul mare (per arrivarci, occorre inoltrarsi nella macchia mediterranea, seguendo un percorso gradonato); dall’altro, una società tedesca, la Floatel Gmbh, che ha già trasformato in resort una serie di fari in tutta Europa, ha il via libera su quello di Punta Imperatore, una delle strutture più belle del Mediterraneo, attivo dal 1884 sul promontorio di Forio, con vista sul canyon di Cuma, popolato da delfini e capodogli. Sensibilizzazione all’ambiente o vacanze di lusso: la parola d’ordine è valorizzazione, differenti gli approcci.

E proprio ieri si è conclusa la gara di aggiudicazione, benché l’affidamento formale delle strutture avverrà a luglio: due commissioni appositamente costituite, una per l’Agenzia del Demanio e l’altra per il ministero della Difesa, avevano proceduto in seduta pubblica all’apertura dei plichi, verificando la correttezza formale della documentazione presentata dagli aspiranti concessionari (7 per Capo d’Orso, 6 per Punta Imperatore) e valutando il criterio dell’offerta “più vantaggiosa”, intrecciando la validità del progetto e la sua sostenibilità economica.

«Il nostro progetto prevede una valorizzazione della struttura del faro di Capo d’Orso, con attività di educazione, di osservazione e monitoraggio della biodiversità», spiegano dal Wwf. Whalewatching e birdwatching, ecosostenibilità e diffusione della cultura dell’ambiente: l’idea è che il turismo ambientale possa essere un affare, in tutti i sensi.

A un target turistico elevato si rivolgerà invece la proposta progettuale della Floatel Lighthouse Hotels Gmbh, che già dispone di un ampio ventaglio di fari nei quali trascorrere, come da slogan, “vacanze uniche e romantiche in location remote, lontane dalla quotidianità”: per il faro di Punta Imperatore, è stata quella che ha totalizzato il punteggio più alto, beffando un progetto tutto ischitano, quello della Fondazione Opera Pia Iacono Avellino Conte, che coniugava l’idea di un resort di lusso con la programmazione di incontri culturali.

Tra gli esclusi eccellenti, anche il popolare chef Gualtiero Marchesi – che ambiva con la sua GM Resort a un cenacolo di alta gastronomia – ma anche un milionario cinese, Li Jinyuan, imprenditore del settore dei preziosi con sede tra la Svizzera e Shangai. Il via libera al progetto tedesco garantirà ora una nuova vita alla struttura, che gli ischitani auspicano rispettosa dell’alta valenza paesaggistica e della sua storia: il faro di Punta Imperatore racconta, peraltro, il dramma della morte del suo guardiano, che rimase fulminato. Era il 1937, gli subentrò la moglie Lucia, rara figura di donna farista, celebrata anche da “Lucì”, un fortunato spettacolo teatrale.

Altri tempi, a breve qui soggiorneranno turisti facoltosi. Godendosi il privilegio di camere con vista mare, tra le più belle dell’isola.

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