Le mani “ischitane” sul faro di Punta imperatore

Fonte: www.ildispari.it

Celestino Vuoso in pole position. Poi gli specialisti tedeschi e un gruppo napoletano. A ruota, Giuseppe Perrella e Pino Mattera, poi Salvatore Lauro e, come fanalino di coda, il gruppo di Gualtiero Marchesi accettato con riserva: martedì 19 si conoscono gli ammessi, poi l’affidamento

Il faro più famoso d’Italia, o giù di lì? Sicuramente quello che si vede da più lontano. L’edificio di Punta Imperatore è pronto per passare in mani private. In quali mani, però, non è ancora del tutto chiaro.
Come abbiamo scritto in anteprima, nazionale potremmo dire, il gruppo di Celestino Vuoso ha totalizzato il punteggio più alto.
Con 59,17, il progetto redatto dagli architetti Silvano Arcamone, Simone Verde e Giovanna Ballirano, ha battuato di quasi 7 punti quello presentato dal gruppo specializzato del ”Floatel GmbH” che in Germania gestisce già tre fari. Lotsentrum, Leuchtturm e Wasserturm, rispettivamente a Usedom, Dagebüll e Bad Saarow.
Dopo gli specialisti tedeschi, il gruppo napoletano della Coime e, con 49,81 troviamo, ivnece, La Serenissima. Il progetto presentato dal di Giuseppe Perrella supportato dall’architetto Pino Mattera dista di quasi 10 punti rispetto a quello di Celestino Vuoso e precede quello di Salvatore Lauro, con il gruppo Rete Sorrento che ha totalizzato 43.03 punti. Fanalino di coda il progetto dello chef Gualterio Marchesi che si è fermato solo da 41, 25.
Una contesa a sei, al vaglio dei dirigenti dell’Agenzia del Demanio, a cui va riconosciuto il merito di aver ricordato al Bel Paese la portata, in termini di storia ed estetica, dei fari che ne costellano il territorio.
Come in tanti avevamo evidenziato il nome di Gualtiero Marchesi resta quello maggiormente di grido, ma lo chef-star insieme con alcuni finanziatori, non sembrano abbiano svolto bene i compitini. La valutazione del progetto, infatti, ne evidenzia alcune criticità importanti e, tra le sei valutate, è l’ultima ma, il grande nodo da scogliere è quello relativo alla partecipazione del gruppo GM Resort alla gara.
Il ritardo nella presentazione dell’offerta e la necessità di controllare la validità della certificazione dell’azienda, tengono Marchesi ancora con un piede dentro e con uno fuori dalla gara per l’aggiudicazione del faro di Forio.
«In Sicilia, al Giglio, a Ischia e a Maiori — aveva spiegato l’amministratore delegato del Gruppo Marchesi, Enrico Dandolo — l’idea è di realizzare un’accademia “diffusa”, mentre ora c’è solo quella di Milano e nel 2018 ci sarà a Varese».

L’ombra del senatore

12,75 per le soluzioni di recupero, 12,72 per la manutenzione, conservazione e monitoraggio del faro, 9.03 per la fruibilità pubblica del faro, 7,73 per il contributo allo sviluppo locale sostenibile e alla destagionalizzazione della domanda turistica, 7.38 alle attività di networking sono i punteggi singoli riconosciuti al gruppo “La Serenessima”, l’azienda che ha visto la partecipazione in prima persona di Giuseppe Perrella, l’uomo ombra del senatore Domenico De Siano.
Il giovane Perrella, già gestisce – in maniera molto discussa – il porto di Lacco Ameno. Una gestione che si è evoluta in un project financing fresco di approvazione (una tecnica, quella del project financing, di cui Pino Mattera, l’architetto che con Perrella partecipa all’acquisizione del Faro, potrebbe essere un vero e proprio guru).

Il progetto migliore

«Se saremo noi gli aggiudicatari — ha sottolineato Celestino Vuoso— faremo un resort e un ristorante in terrazza. D’estate il turismo, e in bassa stagione il Faro sarà a disposizione della collettività isolana, ospitando gratis artisti che si ispireranno per le loro opere. Starà a loro donarle all’isola. Ci interessa creare occupazione, almeno venti posti di lavoro. Sono felice che il progetto della Fondazione opera pia IAC sia risultato primo tra i vari progetti candidati all’aggiudicazione della concessione del Faro di Punta Imperatore. I giochi sono ancora tutti aperti – continua Vuoso – e con l’attribuzione dei punteggi economici il risultato potrà anche cambiare, ma noi consideriamo questa valutazione un dato che c’incoraggia a proseguire in questa direzione, un punto di partenza di un percorso che vedrà la Fondazione sempre più impegnata in progetti nel campo del sociale e dei beni culturali, il tutto al fine di promuovere gli scopi statutari che prevedono la diffusione di azioni nel campo della solidarietà, della cultura ed dell’occupazione soprattutto tra le fasce dei giovani e dei più deboli”

Martedì prossimo, 19 aprile, la commissione giudicatrice della gara dell’Agenzia del Demanio, comunicheranno se i partecipanti, tra cui il gruppo che fa riferimento a Gualtiero Marchesi, ammesso con riserva saranno ammessi definitivamente o esclusi. Lo step successivo sarà la valutazione dell’investimento immobiliare per poi convocare un’altra seduta in cui comunicheranno i risultati.
C’è ancora da aspettare per conoscere a chi andranno in concessione, per un massimo di cinquanta anni, l’edificio di 400 metri quadrati, 900 esterni utilizzabili e 400 di dirupo. Da recuperare.

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