Il faro di Forte a Mare sarà smontato, ma non demolito, e conservato

Articolo di Marcello Orlandini
Fonte: www.brindisireport.it

Lo storico faro di Forte a Mare sarà smontato, ma non demolito. Lo ha comunicato alle associazioni impegnate nella tutela del segnalamento, che ha alle spalle una vita di oltre 80 anni trascorsa sul bastione più alto del castello alfonsino, il dirigente della sede di Bari del Provveditorato interregionale per le opere pubbliche

BRINDISI – Lo storico faro di Forte a Mare sarà smontato, ma non demolito. Lo ha comunicato alle associazioni impegnate nella tutela del segnalamento, che ha alle spalle una vita di oltre 80 anni trascorsa sul bastione più alto del castello alfonsino, il dirigente della sede di Bari del Provveditorato interregionale per le opere pubbliche, confermando per l’intervento la somma di 200mila euro, rivenienti dal piano triennale per le opere marittime.

Dopo lo smontaggio, che comincerà a breve, le parti del faro dovranno essere conservate in un luogo sicuro, dopo essere state sottoposte a interventi conservativi di sabbiatura e zincatura a caldo come prescritto nel parere della Soprintendenza per i Beni architettonici e paesaggistici di Lecce che aveva già espresso queste indicazioni in un precedente parere del 2013.

La stessa Soprintendenza, tre anni fa prescriveva anche, preliminarmente allo smontaggio, l’effettuazione di un rilievo grafico dell’intera struttura del faro con uno scanner laser tridimensionale, allo scopo di disporre di una copia virtuale del reperto in vista di una futura ricomposizione. La Soprintendenza indicava lo stesso castello come luogo dove poter riporre il faro in attesa di tempi migliori.

La sistemazione tuttavia non è stata ancora decisa: Forte a Mare, più volte saccheggiato dai ladri, non sembra oggi il luogo più protetto dove custodire la struttura del faro, che sarebbe certamente razziata da soggetti senza scrupoli a caccia di metallo da rivendere. Il problema non è secondario. Bisognerà poi verificare che l’impresa con cui il Provveditorato interregionale alle opere pubbliche sta stipulando il contratto di appalto, la I.Co.El Srl di Lecce, effettui l’intervento secondo le prescrizioni della Soprintendenza.

“Ma i dubbi delle associazioni rimangono tutti: sarà sicura e corretta la conservazione della struttura metallica, del castelletto e della lanterna e sarà possibile, in futuro, procedere al restauro e alla ricollocazione del faro, considerate le problematiche già esistenti per il recupero del Castello Alfonsino? Di sicuro l’attenzione delle associazioni rimarrà alta”, dicono le stesse in un comunicato.

Antonio Monte, docente universitario e studioso di archeologia industriale e coordinatore dell’Aipai Puglia (Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale), che ha effettuato un censimento delle antiche opere marittime di Brindisi, ricorda che “il faro a castelletto è un unicum nel panorama italiano dei fari e, poi, quale sarà il paesaggio marittimo di Brindisi dopo la rimozione della struttura a traliccio che ha segnato per più di settant’anni l’elegante skyline con cui la comunità si è identificata?”.

Italia Nostra, Legambiente, Touring Club Italiano – Club di territorio di Brindisi, Amici dei Musei, Fondazione Tonino Di Giulio e Club per l’Unesco di Brindisi, che costituiscono il cartello in difesa del faro, manterranno alta l’attenzione sugli interventi di smontaggio e di conservazione. Mantenere il faro nel suo sito, nelle attuali condizioni, aveva fatto presente il Provveditorato interregionale alle opere pubbliche, non era più possibile per il rischio di cedimenti e di danni alle persone, cosa di cui aveva preso atto anche la Soprintendenza.

Era stata perciò accolta la richiesta proveniente da Marifari Taranto, l’ente della Marina Militare cui appartiene il Faro di Forte a Mare. E, unitamente a ciò, è stata anche avallata la decisione di dirottare sul fanale rosso delle Pedagne uno stanziamento dell’Autorità Portuale originariamente destinato al recupero del faro del castello alfonsino, per esigenze legate alla sicurezza di navigazione, in accesso e in uscita, nel porto di Brindisi. Per la Marina, infatti, il faro di Forte a Mare è considerato da tempo fuori servizio e non più necessario.

Ma nell’ottica di un recupero di tuto il complesso di fortificazioni dell’Isola di S. Andrea, bisognerà trovare i fondi per rimettere al suo posto anche il faro. Perché è entrato con pieno diritto nella storia e nel contesto del porto.

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