Il faro di Ponza diventa albergo

Articolo di Angela Di Pietro
Fonte: www.iltempo.it

È una delle «sei meraviglie» del Fai

Siede su uno sperone di roccia vecchio di un milione e duecentomila anni, viene collocato dal Fai tra i primi sei beni italiani da tutelare e domina un fondale marino miracolosamente integro. Il faro della Guardia di Ponza resta nella disponibilità del Ministero della Difesa ma sarà dato in gestione e potrà trasformarsi, eventualmente, in un’attività commerciale.

Magari in un albergo o in un ristorante, con tutte le conseguenze che la ricettività significa, dal punto di vista ambientale e paesaggistico. I ponzesi tremano e infarciscono il web di commenti pieni d’ira. Non hanno torto, naturalmente. Il faro della Guardia (ancora funzionante e terzo in Italia per potenza di luce: il suo fascio illuminante copre una distanza di trenta miglia) è perfettamente contestualizzato in un panorama incorrotto. Fu costruito nel 1886 ed abitato fino al 1975, quando l’impianto venne automatizzato e le famiglie dei tecnici che vi avevano abitato (alternandosi) furono costrette a dire addio a quel regno a picco sul mare. Di loro restano numerose immagini storiche, risalenti ai primi del Novecento, che raccontano di ragazzini cresciuti nell’odore della salsedine, la pelle ambrata e l’acqua marina delle vene. Situato a sud dell’isola pontina, svetta tra le rocce vulcaniche, con una struttura razionale da cui si eleva la lanterna luminosa: il faro della Guardia tuttavia necessita, va detto, di una ristrutturazione verosimilmente costosissima. Sebbene funzionante, l’interno cade a pezzi. Il sentiero attraverso il quale è raggiungibile, sentiero che è lungo e tortuoso e si snoda attraverso le rocce, necessita di periodiche verifiche, in termini di sicurezza. Anni fa infatti una frana si abbatté sulla strada rendendo impossibile il passaggio ai tecnici che ogni tre mesi erano incaricati di arrivare fino alla grande lanterna e di revisionarla. La messa in sicurezza del sentiero e la rete metallica di protezione collocata sulle pareti costituirono un lavoro impegnativo ed economicamente congruo, attuato attraverso l’ausilio di un elicottero. La possibilità di affidare la struttura ad un privato che provveda alla sua sopravvivenza rappresenta una mezza soluzione. Significa trovare i soldi per rimettere a nuovo il faro ma contestualmente lesionare l’area, ancora oggi incontaminata. Non è difficile ipotizzare che il faro della Guardia possa trovare aspiranti gestori. Frequentata dal jet set internazionale, amata dagli americani come dai russi, Ponza è obiettivo gustoso per quanti si dedichino al business turistico. L’ustionante bellezza della più grande fra le isole dell’arcipelago ponziano fonda il suo successo sul fascino ruvido di un paesaggio che si nutre di rocce ed acqua tanto chiara quanto profumata. Una nitidezza solo talvolta lesionata dalle grotte trasformate in case per le vacanze.

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