Il faro privato

Articolo di Massimo De Conti
Fotografie di Simon Upton, Will Eckersley
Fonte: living.corriere.it

Un’architettura del ‘700 sulla costa britannica: un tempo riferimento per i naviganti, oggi una casa per le vacanze dallo stile unico

«Tutto è cominciato mentre mi trovavo su un volo British Airways e stavo leggendo la copia del Daily Mail che mi avevano dato in omaggio. Era un primo di aprile e l’articolo diceva: se ti piacciono le scale, questa potrebbe essere la proprietà che fa per te. Ho scoperto così che era in vendita». L’architetto inglese Sally Mackereth racconta l’incontro con quella che sarebbe diventata la sua casa di vacanze: un vecchio faro convertito in un progetto residenziale.

Siamo nella contea del Norfolk, un fazzoletto di terra lambito dalle acque del Mare del Nord, che si protende dalla costa est del Regno Unito verso l’Olanda. Un paesaggio piatto, verde, segnato principalmente dalle coltivazioni, ma che rimane selvaggio sulla costa. «Stavo cercando – aggiunge – un’architettura che non fosse una casa convenzionale ma una costruzione che avesse avuto una vita precedente, come una scuola o una piccola chiesa, con la vista verso il mare». Lavorare su un edificio esistente ti impone di non essere troppo “architettonico” e libero, ma ti costringe ad una sorta di rispetto.

Alla torre del diciottesimo secolo è stato aggiunto un nuovo volume di un piano, di vetro e legno, che ospita la zona giorno e si apre sul giardino. Questa è la casa dove Sally passa del tempo fuori Londra, lontano da quella che definisce “la condizione urbana”, insieme al marito Julian e i figli Lola e Oscar.
Il faro, che compare nella prima versione del Robinson Crusoe, è stato comprato nel 2005 e ristrutturato in due fasi, completate nel 2012. «Abbiamo trovato una mappa risalente al 1560, l’epoca di Elisabetta I, in cui era indicata già la presenza di una rudimentale torre di legno con il fuoco per dirigere le navi: questo è sempre stato un punto di riferimento per i navigatori».

All’interno le stanze si susseguono seguendo la spirale di ascesa verticale, 87 gradini, per un totale di 230mq. «Abbiamo scoperto che la parte alta della torre, insieme alla lanterna, era stata venduta ad un’asta nel 1922, ed è ora in un’isola delle Bahamas. Abbiamo ricostruito quello che mancava, creando una cupola che ospita alcune sedute con il frigo per i drink e il mezzanino dove si trova la camera da letto padronale». Molte delle cose che sono state comprate per gli interni sono state scovate nei mercatini. Gli arredi, quasi tutti vintage, esprimono una sorta di umiltà semplice.

«È importante capire che questo posto non è una dimostrazione del mio stile in architettura. Per me, è una sorta di rifugio, un posto segreto. La sua peculiarità è la calma, un luogo privato e personale dove mettere le cose che uno ama”, conclude Sally, che confida: «Penso sia un posto che fa bene all’anima».

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