Lignano: vecchio faro al Comune, il sogno s’avvera

Articolo di Viviana Zamarian
Fonte: messaggeroveneto.gelocal.it

Ok della Regione alla autoconcessione che consente di indire la gara per la ristrutturazione del manufatto datato 1928

Ci hanno scritto e disegnato sopra. Ci ha pensato il passare del tempo a fare sbiadire il suo colore, a graffiarne la superficie, a danneggiarlo. Da solo si staglia in mezzo al mare, da solo domina la spiaggia con la bassa marea. Con quella forza che soltanto i simboli di una terra sanno sprigionare. Di una terra e di una storia, soprattutto. Quella di Lignano e dei lignanesi. E non solo.

Un punto fermo all’orizzonte il faro rosso, il vecchio faro, sferzato dalle onde, illuminato dal primo sole del giorno, avvolto nella nebbia d’autunno. Che la città ha difeso da chi voleva demolirlo, che la città ha voluto venisse restaurato. Non è stato facile per l’amministrazione Fanotto.
Ma adesso dopo l’ultimo parere positivo dato dalla Regione – che tecnicamente consente al Comune di farsi un’autoconcessione del manufatto per poter indire la gara – è arrivato e i lavori potranno partire a marzo.
Ci sono voluti tre anni di incontri, dispacci, conferenze dei servizi che hanno visto il coinvolgimento di Comune, Regione, compartimento marittimo di Monfalcone, ufficio del genio civile opere marittime, agenzia del demanio di Udine, capitaneria di porto, ministero dei trasporti e della navigazione.

«Ma adesso finalmente – conferma l’assessore Paolo Ciubej – l’iter burocratico è stato terminato e per aprile i lavori, che prevedono una spesa di 60 mila euro, saranno terminati». Il faro sarà ridipinto, le parti danneggiate sistemate, gli sarà insomma restituito quel fascino che non aveva perso ma che il tempo aveva appannato.
E così Lignano avrà due fari, quello storico alto sei metri del 1928 e ormai reso inattivo e la sua copia realizzata una quindicina di anni fa al termine di una lunga passerella in legno e perfettamente in funzione. Due “guardiani” del mare a fare da sfondo a un luogo intriso di romanticismo e di incanto. Là dove giovani sposi si sono scambiati le promesse di un amore eterno, dove il tramonto riempie gli occhi e dove tutto sembra fermarsi tra acqua e cielo.

Luogo di ispirazione per decine di fotografi appassionati. Loro che si svegliano all’alba per ritrarlo, nei giorni di sole e illuminato soltanto dalla luna. Loro, gli “amanti del faro rosso” che condividono su Facebook – dove oggi il gruppo riunisce 356 iscritti – immagini ed emozioni. Il restauro del faro rosso sarà il primo passo di una riqualificazione più ampia della vicina area che circonda le casette del villaggio di pescatori.

Un progetto, quello presentato lo scorso novembre dal pool di geometri lignanesi Massimo De Lotto, Luca Pascon, Massimo Sandri, Andrea Temporin, Denis Trevisan, Angelino Bonelli, che punta a recuperarla e a migliorarla da un punto di vista ambientale con un nuovo parco al posto dell’attuale parcheggio in cui i due fortini militari del’900 giocherebbero un ruolo fondamentale dopo una loro sistemazione rendendoli fruibili per visite guidate.

Si vogliono così riannodare i fili della memoria di Lignano, ritrovare e rafforzare l’identità di una località che seppur “giovane” ha una sua storia, dei suoi simboli architettonici, naturalistici e ambientali da tutelare e difendere. Un’operazione di recupero e salvaguardia, dunque. Che parte dal faro rosso. Cancellando le scritte e i disegni che mani anonime hanno tracciato negli anni. Riportandolo al suo antico splendore. A quando tutto cominciò, nel 1928.

Un libro ne racconterà la storia

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Del resto il faro non è un semplice simbolo della località. Ma è «una delle pietre miliari significative per il suo sviluppo» come ricorda il vicepresidente dell’associazione Claudio Dallagiacoma.

Un pezzo di storia che va conservato. Di questo né è profondamente convinto il FotoCineClub. Del resto, 18 anni fa, fu proprio l’allora presidente dell’associazione Doriano Moro – scomparso nell’agosto 2014 – a battersi per impedire che il vecchio faro fosse demolito per lasciar posto a quello nuovo.

È datata 31 gennaio 1998 la lettera che Doriano scrisse al Comune per esprimere tutto il suo disappunto e quello dei soci verso decisioni «prese magari da qualche funzionario ignaro del valore affettivo e simbolico di questo vecchio faro per noi lignanesi e per i migliaia di turisti che da decenni frequentano la spiaggia di Lignano».

Il manufatto, seppur reso inattivo, «era caro al cuore e ai ricordi di molti cittadini», ricorda oggi Dallagiacoma. «E così Doriano – aggiunge poi – ha fatto sentire la sua voce riuscendo alla fine a evitarne la demolizione».

Allora si demolì solo il tratto del pontile che lo collegava alla passerella. Il desiderio dell’associazione, al termine dei lavori di recupero, è quello di rimettere in sede una copia del cancelletto in ferro battuto realizzato da un artigiano del luogo sulla base delle foto esistenti.

Intanto una commissione costituita da componenti del FotoCineClub e dal dottor Eugenio Marin della biblioteca comunale si è messa all’opera per la realizzazione del libro che sarà anche catalogo della mostra fotografica.

Un lavoro che viene dedicato a Doriano Moro «lui che ha portato avanti questo progetto di salvaguardia con grande tenacia e amorevole costanza».

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