Il faro di Punta de Abona diventerà un museo

Fonte: www.leggotenerife.com
Video di Noacopter

La vecchia casa del guardiano del faro della Punta de Abona diventerà l’anno prossimo un museo ristorante, una volta ottenuti gli opportuni permessi da parte dell’Ayuntamiento di Arico, secondo un progetto che ha già oltre 12 anni. Il Comune sta ultimando i dettagli perché si possa in breve iniziare un concorso pubblico aperto alle imprese interessate a sviluppare questa iniziativa. L’Ayuntamiento di Arico ha ottenuto già da un anno, in cessione decennale da parte delle autorità portuali, la gestione e l’uso dell’immobile, che conta con una superficie intorno ai 550 m quadri, dei quali come minimo 100 ne verranno dedicati ad ospitare un piccolo museo dedicato all’arte e alla cultura, che si confida possa convertirsi in una specie di visita obbligata all’Ayuntamiento di Arico, facendone conoscere la storia e la stretta relazione con il mare. Questo progetto nato da 12 anni conferirebbe una maggiore importanza al Porís de Abona e a tutto il municipio, dando dinamicità alla zona e convertendosi in un ulteriore attrattivo turistico, mentre nel frattempo continua il lavoro “diplomatico” finalizzato a sviluppare un complesso di hotel nell’immediatezza del faro della Punta de Abona, proprio nella zona del Lebbrosario che, constatatane l’inutilità dopo la scoperta della penicillina, è stata dapprima convertita in uno spazio ad uso militare, e finalmente oggi è proprietà di una famiglia italiana residente nel municipio, che ha scambiato dei terreni con il Ministero della Sanità proprietario del lebbrosario. Recentemente il Comune ha ricevuto l’autorizzazione dall’autorità per cominciare i lavori di restauro della casa del guardiano del faro, in disuso ormai da cinquant’anni, già ristrutturata nel 2003 ma tornata in pessime condizioni col passare del tempo anche perché l’edificio è stato tenuto chiuso per evitare l’insediamento di “squatters”. Ci sarà bisogno di un’altra serie di opere di ristrutturazione, almeno pitturare la facciata e impermeabilizzare il tetto. Intanto il faro della Punta de Abona viene proprio in questo periodo ristrutturato dall’Autorità Portuale di Santa Cruz de Tenerife. I lavori sono iniziati a novembre 2015 con la collocazione dei ponteggi necessari per procedere al riammodernamento dell’edificio.

Oltre un secolo fa…

Il faro di Punta de Abona fu inaugurato il 20 gennaio del 1902 per essere di aiuto alla navigazione fra Santa Cruz de Tenerife e i porti delle isole occidentali. Questa infrastruttura cadde in disuso e fu abbandonata nell’agosto del 1978 con la costruzione della nuova torre proprio al suo fianco, la stessa cosa che è successa con gli altri fari dell’isola. Un incidente a un’imbarcazione di La Gomera capitata negli anni 60 fra la Punta de Abona e la Punta de la Rasca determinò la necessità di cambiare il meccanismo dei fari. Il vecchio faro di Abona, che ha emesso i suoi primi segnali (tre lampi ogni 20 secondi era la sua frequenza) nel gennaio 1902, aveva il suo fascio luminoso ad appena 6 metri e mezzo dal suolo. Nell’agosto del 1978 fu sostituito dall’installazione attuale, una torre di cemento che proietta ancora oggi la sua luce dai 39 metri d’altezza e funziona in maniera automatica. Fra i marinai è diffusa l’espressione “i fari cambieranno quando le rane saranno pelose”… si spera che al museo-ristorante vada meglio.

Un nuovo luminoso futuro?

Nel giugno del 2003 ha provato a operare una scuola-officina, un’iniziativa dell’Ayuntamiento di Arico che nel corso di un biennio ha formato in muratura e carpenteria 32 giovani disoccupati minori di 25 anni. Si voleva anche convertire in un hotel-scuola la casa del guardiano del faro, che aveva oltre un secolo di età, ma non si è mai riusciti a realizzarlo. Merita ricordare che lo stesso tipo di iniziativa è stata tentata col vecchio faro della Punta del Teno, e anche lì non si è mai arrivati a inaugurare il ristorante belvedere, disegnato nel 2002 quando il gemellaggio fra Tenerife e Miami aveva dato un forte impulso al progetto “finestra sul mare”. Oggi non è possibile stabilire una data ma, con tutti i permessi in mano, e visto che ci sono già ditte interessate a partecipare al concorso pubblico, si spera che il museo-ristorante possa aprirsi al pubblico addirittura prima dell’estate prossima.

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