Il faro

Poesia di Sabina Biasuzzo

…e tu sarai chiuso nel tuo faro,
starai leggendo qualche libro avvincente,
con un bicchiere di vino accanto.

Ogni tanto ti fermerai a contemplare le stelle,
sorseggiando il vino,
tirerai una boccata
dalla tua sigaretta,
e riprenderai a leggere…
in una notte di buio senza luna
piena di stelle.

Silenzio.
Solo la risacca del mare notturno
a sottolinearlo.

Silenzio.
Né telefoni,
né computer,
né internet,
forse musica.
Sì la musica sì,
non si può vivere senza.
Facciamo pure che hai trasferito lo studio là,
e là ogni tanto ascolti,
e sperimenti e componi e checazzoneso.

Ma ci sono ancora i piccioni viaggiatori
come ai tempi degli antichi,
ed io in terrazza ne avrò 20 o 30 ..mila…
uno per ogni giorno che starai là dentro,
e ogni giorno ti scriverò una poesia,
e aspetterò…
ogni tanto un piccione con sé porterà un buon Cabernet,
sono piccioni da campione i miei,
sfidano le distanze,
le tempeste,
i sentimenti di solitudine troppo profondi,
per ricordare che sì, in fondo non siamo isole,
e che la gente intorno a te ti aspetta,
e chi lo sa,
magari una volta mi tornerà un piccione
con un invito a cena …
o forse inviterai solo i tuoi amici
per un Capodanno…
ed io dovrò dimenticarti…

Ma ci sono sempre i miei piccioni
i miei 20 o 30 .. mila
che continueranno a venirti a trovare…
nel faro…