Guardiani del faro: un mestiere antico e romantico

Fonte: www.siciliainformazioni.com

Lungo gli 8.000 chilometri di coste italiane sono 161 i fari e 668 i fanali in attivita’, per un totale di 829 ‘luci’ della Marina militare che segnano la rotta. Il più antico dei fari ancora in servizio è quello di Livorno, costruito nel 1304 per volere di Cosimo I dei Medici. Riedificato nel 1956 dopo che nel ’44 le truppe tedesche in ritirata lo fecero saltare con cariche di dinamite, è stato dichiarato monumento nazionale.

‘Oggi fari sono tutti automatizzati: dei 161, quelli presidiati sono 62, con i guardiani del faro che abitano con le loro famiglie in queste strutture’, spiega all’Adnkronos l’Ammiraglio Ispettore Capo Alberto Gauzolino, dell’Ispettorato per il Supporto Logistico dei fari. Il guardiano del faro è un mestiere romantico, quasi una missione – aggiunge l’ammiragio – ma dal ’94 la funzione di operatore nautico, come si chiama adesso, è assegnata per concorso interno. Il personale già assunto in ambito Marina, può fare richiesta, passare ad operatore nautico ed eventualmente essere destinato a una collocazione presso un faro’.

Un lavoro che spesso è una scelta di tutta una famiglia. E’ il caso dei Sestito che da quattro generazioni ha abitato, e abita tuttora, i fari della costa calabra ma anche delle famiglie Deriu e Leone per la Sardegna, Figliomeni, Foti e Aloi per la Sicilia, Greco e Pica in Puglia. Tra le pochissime donne ‘signore delle luci’, la signora Camedda, vedova di farista, e i due suoi figli faristi, in servizio alle reggenze di Capo San Marco (Oristano) e Olbia.

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