Quale futuro per il faro di Palascia?

Articolo di Antonio Romano
Fonte: www.ilpaesenuovo.it

OTRANTO (Lecce) – Riceviamo e pubblichiamo la mail giunta in redazione a firma di Rita Tarantino, Presidente dell’associazione “SOS per la vita”, che ci scrive in qualità di figlia dell’ultimo fanalista di Palascia.

Ancora una volta la nostra attenzione  e le nostre preoccupazioni sono rivolte al  vecchio guardiano del mare: Il Faro di Palascia.

Abbandonato  e sconosciuto a molti, amato   e fonte di preoccupazione  per la sua destinazione a coloro che come noi, cittadini di Otranto,  vivono emozionalmente questa situazione.

Punta Palascia, comunemente chiamata Capo d’Otranto è il punto più ad Oriente d’Italia e ed e’ uno dei 5 fari del Mar Mediterraneo tutelati dalla Commissione Europea

Quel tratto di costa  come un ponte  si spinge ad est per incontrare ed accogliere i popoli e le culture del mediterraneo e Palascia con il suo faro, appollaiato sugli scogli, ne è il simbolo.

Il Faro dei Popoli, che bella frase !!!!!!

Palascia racchiude in sé la storia ed il sentimento popolare, con la sua varietà di colori  e di immagini, con la sua atmosfera irreale.

Palascia e il suo mare che evoca tragedie passate, lamentoso e prepotente, amato e temuto.

Il faro fu costruito nel 1867; fino al 1960 era alimentato a petrolio, successivamente l’arrivo della corrente elettrica  cambiò radicalmente l’organizzazione e la vita del faro. Nel 1970 fu chiuso e lasciato sino a pochi anni fa in uno stato di totale abbandono. Il vecchio padrone del mare è stato così nel tempo depredato, violato e violentato.

Successivamente il restauro voluto dal Comune di Otranto le ha restituito un pò di dignità , ma la sua sorte è ancora oscura.

Inaugurazione in pompa magna, parole bellissime, discorsi emozionanti pronunciati, che hanno lasciato me , figlia dell’ultimo guardiano del Faro entusiasta e piena di speranza.

Finalmente a qualcuno interessa veramente la destinazione del vecchio faro.

Purtroppo non è stato così !!!!!

Se il faro non vive di vita propria, se soprattutto non è amato e vissuto giornalmente, i calcinacci ricadono, l’abbandono avrà ancora una volta il sopravvento e la sua anima pulsante morirà.

Come si può parlare di Palascia e della sua gente, delle tradizioni, se non si parla del suo mare?

E’ una simbiosi perfetta, il guardiano del mare che conosce e rispetta, ed il mare.

C’è una nota di tristezza nella consapevolezza che le cose cambiano, le creature scompaiono la storia muta.

Ma quanto può raccontare il vecchi faro !! Non disperdiamo nel vento queste memorie, la cui chiave di lettura potremo invece passare ai nostri figli e ai nostri nipoti con un Museo dei fari e del mare (sarebbe poi il primo Museo d’Italia dei  Fari ).

E’ vero che il progresso crea nuovi modelli di lettura  della nostra storia, ma non si può ridurre la memoria e la storia ad un simbolo fallico.

Palascia: vento, mare profumi, paura, sospiri, lavoro.

Palascia ed il mare, legame indissolubile, sentimentale e culturale.

E’ importante quello che ha fatto ed ottenuto il movimento “Salviamo Palascia,”.

Ricordiamoci anche che la storia del faro s’intreccia e corre parallelamente con quella della Marina;    è importante perciò il dialogo perché le scelte possano essere condivise.

Chi ha vissuto nel faro sa quanto stretto e rispettoso fosse questo connubio.

Era la nave cisterna della Marina Militare che portava l’acqua al Faro di Palascia, i rapporti periodici sull’attività del faro erano fatti alla Marina, i problemi erano risolti dalla Marina.

Palascia, questo ultimo lembo di mare lambito dall’Adriatico e dallo Ionio, dove la storia si mescola con la leggenda, dove in questo turbinio di mescolanze, il profumo del mare  si fonde con quello delle erbe odorose, il timo “ il respiro dell’anima” , la mentuccia selvatica, i garofanini.

Palascia dove con lo sguardo perduto all’orizzonte  si intravedono le montagne dell’Albania, dove tra i cangianti colori del mare  i branchi di sardine si rincorrono tra le onde creando una scia argentata, dove il silenzio profondo è rotto solo dallo sciabordio delle onde e dal cadenzato tonfo dei gabbiano che si tuffano in mare per cibarsi di pesce.

Rita Tarantino

0
Connessione
Attendere...
Messaggio

Il guardiano non è online al momento: lascia un messaggio.

* Nome
* Messaggio
Login now

Need more help? Save time by starting your support request online.

Your name
Describe your issue
Chat online
Feedback

Help us help you better! Feel free to leave us any additional feedback.

How do you rate our support?