Fari inutili? Ma la tecnologia può tradire

Articolo di Elio Girompini
Fonte: www.corriere.it

Costi alti di manutenzione, negli USA sono in discussione

Per secoli hanno rappresentato la certezza dei navigatori. Davvero oggi i fari sono inutili? Ovvio, con cartografie digitali e Gps ci si sente sicuri, forse troppo. Lasciamo pure da parte le suggestioni poetiche e storiche: la manutenzione degli edifici che ospitavano i guardiani, oggi rari, costa. Però il segnale luminoso, visibile (e riconoscibile) da miglia di distanza, rimane vitale.

La tecnologia offre grandi vantaggi, ma anche false sicurezze. Le grandi navi commerciali e da trasporto sono dotate di vere centrali operative, il che non evita che a volte finiscano a scogli, anche con esiti disastrosi. Chi naviga per diporto ha a disposizione plotter cartografici molto precisi. Tuttavia qualsiasi strumento può, di colpo, non funzionare. Per errore, per mancanza di alimentazione. O può essere difficile da usare per condizioni meteo e di mare, per l’impossibilità di collocarlo vicino al timoniere. E a bordo, di solito, non ci sono marinai di professione.

Navigare di notte dall’arcipelago della Maddalena verso la Corsica è un’esperienza suggestiva. Ma ci si sente lontani dal pericolo di scogli soltanto vedendo il bianco e il verde del faro di Razzoli. Poi, il Gps si guarda pure, ma la certezza è in quei lampi di luce. D’altra parte, gli aerei possono ormai atterrare solo seguendo i dati dei computer. Eppure finora nessuno ha pensato di spegnere le luci che rendono visibile le piste di notte per risparmiare sulla bolletta.

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