La discarica dell’isola di Palmaiola

Autore: Legambiente Circolo dell’Arcipelago Toscano
Fonte: www.elbareport.it

Palmaiola, un isolotto posto nel Canale tra Piombino e l’Elba, che fa parte del comune di Rio Marina, inserito nel Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, Zona di Protezione Speciale (Zps 57 – Cerboli e Palmaiola, Codice Natura 2000 IT5160011, Direttiva Europea Ue Uccelli), Sito di Interesse Comunitario (Sic, Direttiva Ue Habitat), Sito di Importanza Regionale (Sir, Legge regionale 56/2000) ed inserito nel Piano del Parco nazionale recentemente adottato dal Consiglio regionale della Toscana come zona “A” di riserva integrale.

Palmaiola, un’isola interamente di proprietà dello Stato, con una superficie di circa 8 ettari ha un altitudine massima di 85 metri, prende il nome dalla passata abbondanza di palme nane, ospita numerosi endemismi della flora dell’Arcipelago Toscano e siti di nidificazione di Marangone dal ciuffo ( Phalacrocorax aristotelis desmarestii), Berta maggiore (Calonectris diomedea) e Falco pellegrino (Falco peregrinus) è frequentata anche dal rarissimo Gabbiano corso (Larus audouinii) che sporadicamente vi ha nidificato. Palmaiola è importantissima per la nidificazione di altri piccoli uccelli protetti legati agli ambienti rocciosi costieri e come punto di sosta durante le migrazioni. Sono presenti anche rettili come il Tarantolino (Euleptes europaea), il più piccolo e raro geco europeo, e un fenotipo locale di lucertola muraiola, ma anche forme endemiche di invertebrati.

Nei mesi scorsi, per conto della Marina Militare di La Spezia, si sono conclusi importanti lavori di ristrutturazione, bonifica e messa in sicurezza dell’edificio e della torre del faro di Palmaiola, costruito nei primi anni del XX secolo L’ intervento era previsto dal Ministero delle Infrastrutture nel Programma triennale 2008/2010 per l’Arcipelago Toscano come Opera di straordinaria manutenzione.

L’elenco degli interventi eseguiti in primavera recita infatti: “ISOLA D’ELBA ( LI) Isola di Palmaiola : rifacimento degli intonaci esterni ed interni, ripristino degli approdi, ripristino completo della struttura annessa al faro con rifacimento copertura., Ing. Antonio Riccardi, Euro 370.000,00”. L’esecuzione dei lavori si è avvalsa anche dell’ausilio di un elicottero “per la bonifica dell’area attorno al faro, nonché nella rimozione e nel trasporto fra l’isola di Palmaiola e Piombino di batterie utilizzate per alimentare il faro dell’Isola”, come si può leggere sul sito della BrokerAir (Operazione Palmaiola).

A conclusione dei lavori, che hanno ridato dignità e sicurezza al bell’edificio ed agli apparati del faro, lungo la scarpata sotto al faro è comparsa una autentica discarica che sembra composta da infissi, materiale di demolizione di opere murarie, resti di coperture, tubi di plastica e ciarpame vario, che nei giorni scorsi è stata segnalata a LEGAMBIENTE da alcuni diportisti. (come da foto che documentano la presente richiesta)

Ci si chiede come sia stato possibile realizzare un simile sfregio in un’area a così alta tutela ed a grande valore naturalistico ed ambientale, in un’isola selvaggia e disabitata.

Legambiente chiede all’amministrazione comunale di Rio Marina, al Parco Nazionale ed alle Autorità competenti di far rimuovere il materiale abbandonato e di identificare i responsabili di questo oltraggio.

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