Al di qua del mare

Articolo di Eligio Scatolini
Fonte: era2000online.net

Così veniva definito, il territorio di un faro. Al di qua del mare c’era tutto ciò che era conosciuto. Il mare era l’incognito. Diceva Omero “O qual foco ai naviganti sovr’alta apparso solitaria cima, quando lontani da’lor cari il vento li travaglia nel mar”

Fari, torri, più o meno alte, più o meno isolate, con un compito che può sembrare banale, ma utile alla navigazione. Proiettare luce nella notte, guidare i marinai nell’incognito del mare.
Fin dai tempi dell’antichità, il faro, ha rappresentato uno dei principali cardini per svolgere una navigazione sicura. Oggi potrebbero essere dismessi, potenza della tecnologia, basterebbe un posizionatore satellitare. Ma sono ancora li, utili e preziosi. Testimonianza di antiche civiltà mediterranee. Chi non ha mai sentito parlare del faro di Alessandria, considerato una delle sette meraviglie del mondo.
Luce che guida, luce che salva, è il punto luminoso più amato dai marinai. Dai bracieri di legna, agli specchi illuminati da olio combustibile, fino a quelli illuminati elettricamente, i fari hanno subito molteplici trasformazioni, dovute principalmente alle nuove tecnologie. Ma lo scopo è sempre lo stesso creare un punto luminoso visibile ad una certa distanza utile alla navigazione.
Le nostre coste si sviluppano per più di 8000 chilometri e sono puntinate da 1500 segnalamenti marittimi. Chi lavora in un faro si chiama farista. È uno dei mestieri più solitari che esistono al mondo. In Italia ci sono 161 faristi, di cui 50 circa sono militari. Fino a qualche decennio fa il farista abitava nel faro. Oggi invece solo alcuni faristi lo fanno, i moderni automatismi sono la principale causa dell’abbandono. Circa 29 fari non necessitano neanche più di una manutenzione quotidiana, sono telecomandati e i controlli vengono fatti periodicamente. Sono venti anni che non viene più bandito un concorso per farista, per cui i guardiani del faro si sono notevolmente ridotti.
Ma cosa serve per diventare farista? Non vengono richieste competenze particolari, anche se può sembrare un lavoro di elite. Non è neanche un mestiere particolarmente remunerato. Occorre però un’attitudine particolare per questo lavoro. Occorre amare la solitudine. Una volta questo mestiere si tramandava di padre in figlio.
Il guardiano del faro, ha sempre dato di se una immagine romantica. Faristi che dipingono, che scrivono che suonano, rafforzano nell’immaginario collettivo il personaggio sognatore e sentimentale. È un mestiere che spinge a dare un calcio alla frenetica vita quotidiana delle città e cercare una dimensione umana della vita. Ristabilire il contatto con la natura e con il tempo.
Secondo un sondaggio inglese si dice che le donne vorrebbero fare l’amore con un uomo sposato all’interno di un faro. Fascino del faro o pura fantasia erotica?
Tutti i fari sono catalogati, tutti hanno i loro dati di archivio, la loro identificazione,il loro utilizzo, la loro locazione, gli oggetti che li compongono e i loro dati storici. Questa schedatura è fatta dalla Marina Militare Italiana, reparto fari.
Ma il faro non suscita solo fascino ma anche mistero. Come l’omicidio della moglie di un farista, assassinata dentro il faro. Fu considerato però un omicidio di mafia.
Mistero e fascino, al di qua e al di la del faro. Punto luminoso, guida nell’incognito buio sull’orizzonte del mare.

0
Connessione
Attendere...
Messaggio

Il guardiano non è online al momento: lascia un messaggio.

* Nome
* Messaggio
Login now

Need more help? Save time by starting your support request online.

Your name
Describe your issue
Chat online
Feedback

Help us help you better! Feel free to leave us any additional feedback.

How do you rate our support?