L’osservatorio del faro di Punta Sardegna

Fonte: www.sandrodemuro.it


Università di Cagliari

Comune di Palau

Università di Trieste

Attività

L’Osservatorio Coste e Ambiente Naturale Sottomarino (OCEANS) può ospitare fino a sedici ricercatori ed è dotato di tre laboratori: Sedimentologia, Cartografia e GIS, Geologia Marina.
L’OCEANS si avvale delle più moderne tecnologie per lo studio delle coste e dei fondali marini utilizzando attrezzature scientifiche delle Università che lo hanno fondato.
E’ situato presso il faro di Punta Sardegna (Palau), nel cuore delle Bocche di Bonifacio, a circa 40 minuti dall’aeroporto di Olbia – Costa Smeralda.

La struttura, attualmente, oltre a fungere da base logistica per le attività didattiche e di ricerca del Coastal and Marine Geology Group (coordinate dal Prof. Sandro De Muro) è a disposizione delle Amministrazioni locali (Comuni, Provincia, Comunità montane ecc.), dei Parchi Nazionali e delle Aree Marine Protette per dare supporto nella gestione delle problematiche ambientali.

Dal 1995 viene svolta prevalentemente attività di ricerca sulla dinamica e sulla evoluzione dei litorali e della piattaforma continentale dell’area delle Bocche di Bonifacio. Inoltre vengono svolte attività regolari di monitoraggio dei sistemi di spiaggia delle aree comprese tra Punta di Li Francesi fino a Capo Ferro (Gallura) con particolare attenzione alle spiagge dell’Arcipelago di La Maddalena e di quelle ricadenti nel territorio del Comune di Palau.
L’Osservatorio intende anche valorizzare l’aspetto divulgativo dell’informazione scientifica e per questa ragione è disponibile a tutte le forme di cooperazione e interazione possibili con scuole, Enti, Associazioni di cittadini che sulle coste e sul mare hanno, oltre che competenza istituzionale, volontà a salvaguardale e valorizzarle.

Storia del faro

Il faro della Marina Militare Italiana di Punta Sardegna, contraddistinto col numero 1030 sull’elenco dei Fari e Fanali, fu attivato nel 1913 ed inizialmente dotato di alimentazione a gas. Nel 1932, con l’arrivo della corrente elettrica, fu migliorata l’efficienza della lanterna che ha oggi una portata di 11 miglia ed un periodo di cinque secondi: luce bianca di un secondo seguita da un eclissi di quattro secondi. La lanterna è situata a 35 metri sul livello del mare ed ospitata su uno dei terrazzi in cima alla costruzione realizzata con granito cavato e lavorato sul posto. Gli intonaci sono realizzati con malta mista a calce bianca. Il tutto è “ingabbiato” nella gabbia di Faraday, efficiente impianto antifulmine, che a distanza conferisce alla costruzione una certa eleganza. Il faro è stato presidiato da un fanalista fino al 1975, dopo di ché seguì la completa automazione. Nel 1995 la struttura viene data dalla Marina Militare Italiana in concessione perpetua e gratuita all’Università di Trieste, su richiesta del Prof. Sandro De Muro, che all’epoca prestava servizio presso l’Ateneo Triestino, al Direttore del Dipartimento di Scienze Geologiche, Ambientali e Marine, Prof. Antonio Brambati e al Rettore di allora Prof. Giacomo Borruso.

Piano terra – Laboratori

Primo piano – Alloggi

Il Faro completamente ristrutturato, con fondi messi a disposizione dal Ateneo Triestino e dalla Amministrazione comunale di Palau, che ne ha curato il progetto, grazie all’interessamento dell’ex sindaco Giacomo Brandano e dell’attuale Dott. Sebastiano Pirredda, è oggi gestito mediante una convenzione che regola i rapporti tra Comune, Università di Cagliari e Università di Trieste. Il piano terra del Faro ospita i laboratori di: sedimentologia, Cartografia e GIS, Geologia Marina, oltre alla sala riunioni/didattica; mentre il primo piano è stato destinato agli alloggi per studenti e ricercatori. Nel secondo piano-terrazza sono previste attività divulgative per l’avviamento di percorsi naturalistici costieri e terra-mare.

Come arrivare