Il vecchio faro di Ancona

Fonte: www.legambiente-marche.com

Da papa Pio IX ai guardiani del faro

Sulla lapide c’è scritto che fu fatto da Pio IX nel 1860 per dirigere la rotta delle navi, cosa che fece diligentemente – bombardamenti e frane permettendo – fino al giorno della pensione. Ma oggi, grazie all’impegno e alla passione dei giovani volontari di Legambiente Marche, è tornato ad essere un punto di riferimento, se non per i naviganti, almeno per quanti hanno voglia di ammirare la città da uno dei suoi punti di maggior interesse ambientale, paesaggistico e storico. Parliamo del vecchio faro di Ancona, il quale sorge sulla sommità del Colle dei Cappuccini, e di un gruppo di ragazzi e ragazze (studenti e lavoratori) che hanno colto al volo l’opportunità concessa dal Comune a Legambiente di gestirne l’apertura settimanale al pubblico. E così ogni week-end, per tutto l’anno, coppie di volontari opportunamente formati organizzano turni per accogliere i visitatori e farli salire fin sulla cima della torre e godere di un panorama indimenticabile sul centro storico, il porto, la cattedrale di San Ciriaco ed il famoso “gomito” (ankòn) che dà il nome alla città. Quindicimila presenze ad un anno dall’apertura, già superate le ventimila a tutt’oggi, grazie anche a scolaresche in visita e a un ricco cartellone estivo di spettacoli serali. Insomma, se l’intenzione era quella di sottrarre tutta l’area – quella dei colli Cappuccini-Cardeto – al degrado e all’abbandono e restituirla alla cittadinanza in tutto il suo valore, certamente il successo dell’iniziativa di rendere fruibile la struttura del Vecchio Faro costituisce un ottimo viatico in tal senso. Spetta ora al Comune proseguire sulla strada già intrapresa, della trasformazione della suddetta area in Parco attrezzato, così da soddisfare le richieste di valorizzazione del luogo, espresse a chiare lettere dalla maggior parte dei visitatori. Dal canto loro i volontari (o “guardiani del faro”, come si sono simpaticamente ribattezzati) non si accontentano di aprire e chiudere i battenti, raccogliere firme, o regalare scampoli di informazione ai curiosi. Vogliono crescere, prendere parte ad iniziative in difesa dell’ambiente e del patrimonio culturale locali – com’è nello spirito di Legambiente – e lo hanno già dimostrato nelle giornate speciali di “Salvalarte” e “Porte aperte al Parco del Cardeto”. Ci auguriamo che il loro esempio sia contagioso ovunque!

Vecchio faro

Sorge sul colle dei Cappuccini e la sua costruzione risale al 1860, mentre i due ambienti antistanti sono stati edificati successivamente.
Dal Vecchio Faro si può godere un suggestivo panorama: il centro storico, il porto, la Cattedrale di San Ciriaco (proprio lì sotto) e il famoso gomito (ankòn in greco) che da il nome ad Ancona. Con lo sguardo si possono seguire le alture che lo circondano e, nelle giornate particolarmente serene, arrivare fino a Pesaro. Le strutture hanno subito vari danni, sia per i due conflitti mondiali, sia a causa dei terremoti e degli sfaldamenti del terreno. Per questo, nel 1965, un nuovo faro è stato edificato a poche decine di metri dal precedente.
Dopo una chiusura di 35 anni, l’inserimento nel progetto Salvalarte e una nuova vita che inizia per la storica torretta, simbolo dimenticato della città dorica. Nel 2000, infatti, Legambiente Marche ha “adottato” la vetuste costruzione inserendola nell’ormai nota campagna nazionale che mira a far conoscere e valorizzare i beni culturali italiani, in particolare quelli meno noti. Il risultato è stato sorprendente, oltre ogni più rosea previsione di Legambiente stessa: migliaia di visitatori dal maggio ad ottobre 2000, con una rassegna di concerti (resa incantevole dalla cornice naturale) sul crepuscolo delle serate d’estate e numerose comitive scolastiche e turistiche, le quali hanno usufruito della visita guidata.

Apertura vecchio faro
La torre panoramica del Vecchio Faro è aperta nei seguenti giorni ed orari:
Sabato, 16:00–19:00.
Domenica mattino: 10:00 – 13:00; pomeriggio: 16:00 – 19:00.
L’ingresso, naturalmente, è gratuito. Va ricordato che la struttura rimane aperta grazie all’esclusiva cura dei volontari di Legambiente. Chiunque volesse aiutare le guide ed i custodi già operanti può rivolgersi alla sede di Legambiente Marche, in via Cialdini ad Ancona (tel. 071 200852).

Il Parco del Cardeto-Cappuccini

Un’iter, quello della realizzazione del Parco, che è iniziato molti anni fa e che, grazie a Legambiente, vede ora più vicina la meta. Già nel lontano 1972 tutta l’area venne destinata dal prg a verde attrezzato. Una tappa importante la si tracciò nel 1986, con la costituzione del Comitato del Parco del Cardeto, mentre con la variante dell’88 si individuò l’area come complesso ambientale e storico, delineando l’idea del Parco. Oggi la zona del Parco del Cardeto-Cappuccini è ancora in buona parte di proprietà militare, privata e di enti vari, ma negli ultimi anni il Comune ha accelerato la trafila burocratica degli espropri. Comunque, va detto che se le restrizioni dovuti ai limiti d’invalicabilità militare da un lato ha tenuto interdetta l’area ai visitatori, dall’altro ha anche scongiurato i pericoli di un’invasione urbana che avrebbe significato sicura contaminazione cementizia e progressiva perdita dei monumenti.
Nel corso della conferenza stampa d’inaugurazione della stagione estiva 2001 del Vecchio Faro, il presidente del Circolo Legambiente “Il Pungitopo” di Ancona, Vitaliano D’Addato, ha affermato che: “E’ su questa falsariga che si batterà Legambiente Marche nei prossimi mesi, per far si che la zona diventi parco naturale ed architettonico a tutti gli effetti”.

Interessi naturalistici ed altri monumenti del Parco

La natura
Innanzi tutto va rimarcato che il Parco rappresenta, a pochi passi dal centro storico, una preziosa riserva di verde. Nelle zone non interessare dalla falesia, a suo modo anch’essa suggestiva, la vegetazione è costituita in gran parte da macchia spontanea di ginestre, alaterni, biancospini, caprifogli, ornielli, cipressi. Sulle pareti degli edifici esposte a sud crescono piante di violaciocche, capperi e bocche di leone. Bellissimi: il Campo degli Ebrei quando fioriscono i narcisi, la via del Faro con gli alberi di Giuda fioriti e l’imponente fico della Polveriera. Incontaminato il bosco del Cardeto. La fauna comprende, oltre ai numerosi mammiferi della zona collinare, uccelli come: il gabbiano, il falco pellegrino ed il cormorano. Scusate se è poco…

La polveraia di Castel Fidardo
Costruita nella seconda metà dell’ottocento in una conca scavata nel colle del Cardeto, era uno degli edifici di servizio nella Caserma Villarey. Si tratta di una costruzione a pianta longitudinale, con dei corridoi laterali e una grande sala centrale a volta la quale fungeva da magazzino delle polveri. L’esterno è in mattoni a vista con pietra d’Istria ed oblò. Nell’idea futura della nostra associazione potrebbe essere utilizzata, dopo opportuno restauro, come uno spazio da adibire ad auditorium o centro esposizioni.

Il campo degli ebrei
E’ il cimitero ebraico che ricorda l’importanza della comunità omonima ad Ancona. E’ compresa tra le caserme Stamura e Villarey e comprende 178 cippi funerari con iscrizioni ebraiche.

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