AAA occasione da non perdere

Articolo di Lino Sorabella
Fonte: www.golfotv.info

VENDESI FARO con annesso alloggio. Posizione panoramicissima: con vista integrale del quartiere medievale, dell’intero golfo di Gaeta e della spiaggia di Serapo. A pochissimi metri dal Mausoleo di Lucio Munazio Planco, in un ampio parco verde…

Anche la luce del faro di Gaeta sarà privatizzata … speriamo solo che i nuovi proprietari non decidano di modificare la ciclicità delle emissioni luminose!

Con decreto del Ministero della Difesa del 25 luglio 2007 sono passati all’Agenzia del Demanio un’altra serie di immobili, un tempo utilizzati per attività militari.

A Gaeta, grazie anche ai “tormentoni televisivi” dell’attuale assessore al demanio Antonio Ciano, tutti sanno che un ampio patrimonio immobiliare è di proprietà dello stato. Il 28 febbraio 2007 sono stati 201 gli immobili italiani ceduti all’Agenzia per essere immessi sul mercato, di questi, 11 sono situati nel Lazio di cui 2 in Gaeta: la Caserma S. Angelo Basso con la Chiesa di S. Michele e la Vecchia Tipografia Militare.

Con l’ultimo decreto di una settimana fa nel progetto “Valore Paese: valorizzazione degli ex immobili della difesa” sono stati trasferiti all’Agenzia altri 198 beni tra caserme, terreni, arsenali, bunker e poligoni. Tra questi ancora 11 si trovano nel Lazio e, fortunatamente, solo 1 a Gaeta. Dico fortunatamente perché almeno si potrebbero proporre all’Agenzia del Demanio, in un certo lasso di tempo per l’organizzazione, una serie di Concessioni di Valorizzazione, attraverso le quali i beni possono essere dati in concessione fino a 50 anni. Inoltre, e questa a mio avviso potrebbe essere la cosa più importante, si potrebbe proporre all’Agenzia del Demanio un Programma Unitario di Valorizzazione (PUV) finalizzato ad ottimizzare i vari patrimoni immobiliari pubblici situati nello stesso contesto territoriale e perché non Gaeta? Attraverso permute, trasferimenti, o concessioni d’uso ad attività imprenditoriali, i PUV dovrebbero essere realizzati con una coerente strategia di programmazione economica comunitaria, nazionale e regionale, cioè una gestione finanziaria da parte di soggetti privati che provochi una messa a reddito del bene demaniale stesso. Tutto questo favorirà la riqualificazione e la riconversione, nonché il restauro e la manutenzione ordinaria e straordinaria di diversi immobili sparsi sul territorio di Gaeta, oggi fatiscenti e pericolosi, ma che domani potrebbero essere parte fondamentale per un futuro migliore: tutto questo senza acquistare il bene stesso.

Questo discorso non va applicato agli immobili fino ad oggi messi in vendita dall’Agenzia, ma partendo dal presupposto che con il decreto di fine luglio 2007 si è raggiunta la quota di 399 immobili in tutta Italia e che entro il 2008 dovranno essere circa 1000, è facile comprendere come Gaeta sarà interessata ancora da questa situazione e pertanto una diretta applicazione di un PUV potrebbe essere già proposta all’Agenzia. C’è da dire che Antonio Ciano ha avviato una serie di richieste, di certo le strade che oggi il governo italiano sta per seguire erano state già indicate dall’attuale assessore, sebbene fosse solo una voce che gridava nel deserto …

Ma passiamo all’attuale situazione di Gaeta: relativamente ai beni messi in vendita a febbraio 2007, cioè la Caserma S. Angelo Basso con la chiesa di S. Michele Arcangelo e la vecchia tipografia, sembrerebbe scampata la possibilità che un privato possa utilizzare tale complesso per scopi prettamente utilitaristici, ci sarebbe, infatti, l’interesse da parte di un ente pubblico finalizzato all’acquisto del bene per inserirlo nel complesso delle strutture del parco della Riviera d’Ulisse. La modica somma per cui il bene verrebbe alienato è di soli 13,5 milioni di euro!

Ma passiamo alla vendita avviata una settimana fa: si tratta del faro e dell’alloggio annesso, ma si parla solo di un’aliquota. Dal documento emesso dall’Agenzia del Demanio non si accenna ad altro, pertanto non sappiamo di quali parti dell’immobile si tratti. Certamente la struttura costruita nel dopoguerra con finalità di sicurezza nautica, dopo che il precedente faro (posto sul convento di S. Caterina) fu demolito dalla dinamite tedesca il 3 novembre 1943, svolge ancora le funzioni per cui è stata costruita, pertanto l’acquirente avrà comunque l’inconveniente della servitù militare. In ogni caso il fortunato futuro proprietario potrà godere di una panoramica mozzafiato a ridosso di uno dei mausolei romani (20 a.C. c.a) meglio conservati al mondo. Bisognerà solo vedere il valore a base d’asta!

Ma per concludere bisognerebbe chiedersi: l’area circostante il faro non è parco? È possibile dare in mano a privati una struttura in un’area del genere?

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