Il faro, un’affascinante torre di luce

Articolo tratto da: www.ottante.it

Un tempo le coste di notte erano oscure e raramente era possibile scorgere qualche luce su di esse. L’idea di segnalare con il fuoco la posizione di riferimento fu quindi una conseguenza necessaria; la realizzazione di un sistema di segnalamento ha avuto origine dove era maggiormente necessario, allorché il traffico marittimo convergeva verso un importante punto di approdo.
La farologia prende il nome dall’isola di Pharos, situata davanti ad Alessandria d’Egitto, dove nel III secolo A.C. fu eretto il primo faro, progettato dall’architetto greco Sostratos di Cnide, considerato una delle sette meraviglie del mondo antico. Alessandria d’Egitto, fondata nel 332 A.C. da Alessandro il Macedone, divenne ben presto un grande ed importante porto. Tuttavia la pericolosità delle basse e piatte coste, portò alla costruzione sull’isoletta di Pharos di una torre alta 120 metri, sulla cui sommità veniva acceso un enorme braciere, la cui luce, visibile fino a 50 km, era accresciuta ad intermittenza da enormi specchi concavi di metallo, inventati da Archimede. Il faro di Alessandria funse da guida ai naviganti per diverse epoche storiche fino a che non cadde in rovina nel XIV secolo, trasformandosi in una vera e propria cava di pietre per la realizzazione del forte che si erge tuttora.
La torre di Alessandria non fu l’unica a rappresentare il primo sistema nautico inventato dall’uomo per la sicurezza nel mare. Analoga realizzazione fu anche il Colosso di Rodi, altra meraviglia del mondo antico, un gigantesco simulacro di un dio all’ingresso del porto dell’isola che teneva in mano un braciere ardente.
Successivamente altri fari furono costruiti dai romani a Marsiglia, Fos, Narbonne, Boulogne e Fréjus. Ancora oggi a Dover in Inghilterra si può ammirare una torre-faro di epoca romana. Poi il Medioevo portò al decadimento di queste istituzioni ed i pochi che resistettero furono gestiti da monaci.

Nonostante i primi fari siano stati realizzati nel Mediterraneo, non è qui che si sviluppò la farologia; infatti le coste del Mediterraneo fino alle Colonne d’Ercole erano piuttosto sicure e l’assenza di maree e correnti non resero necessario lo sviluppo di fitte segnalazioni.
La farologia moderna è legata ad Augustin Fresnel ed ha avuto origine nella seconda metà del XVIII secolo. Prima di lui, alimentati da torce imbevute di olio di balena o in seguito dal petrolio, i fari erano visibili solo quando ormai ci si trovava nei paraggi e spesso era troppo tardi; Fresnel, grazie ai suoi studi sulla riflessione, ideò e realizzò un riflettore parabolico con grandi lenti di vetro, che fu messo in opera per la prima volta sul faro di Corduan, permettendo una notevole distanza di riflessione della luce.
Da allora non vi sono stati sostanziali miglioramenti, tanto che i fari continuano a funzionare con la lampada di Fresnel.

In tempi più recenti i fari hanno subito due profonde modernizzazioni: la prima con l’avvento dell’elicottero che ha reso possibile i rifornimenti dei guardiani e la manutenzione delle luci, e la seconda con l’automazione che ha soppiantato la figura del guardiano.
Tra i fari attualmente esistenti e sparsi per il mondo ve ne sono alcuni di notevole bellezza e ricchi di storia; di molti si raccontano anche leggende di presenze misteriose.
Il faro bretone Eckmuhl prende il nome dal maresciallo napoleonico nominato principe d’Eckmuhl dopo una battaglia. La figlia, la marchesa di Blocqueville, nel 1885 donò allo stato 300 mila franchi affinché fosse eretto un faro su un punto pericoloso delle coste bretoni per associare il nobile nome del padre al nobile compito di illuminare la costa ai naviganti. Fu così che l’amministrazione pubblica nel 1897 eresse un faro-mausoleo di 60 metri, nel cui salone è stato poggiato il bronzo del principe.
Un altro faro storico, la cui costruzione, durata 14 anni, è la più lunga nella storia dei fari, è Ar-Men. Il faro si trova in una zona in cui le correnti marine possono raggiungere gli 8 nodi, tanto che ad esso è legata la storia del più lungo isolamento: nel 1923 infatti il suo guardiano Fouquet rimase isolato senza provviste e senza poter comunicare con la terraferma per 101 giorni.

Altro faro storico è La Jument, costruito nella parte sud-occidentale dell’isola d’Ouessant, entrato in funzione nel 1911. Il faro prende il nome dalla roccia sulla quale è stato edificato.
Sulla stessa isola si trovano anche i fari di Nividic, Creac’h, Le Stiff e Kereon.
Nividic, finito di costruire nel 1936, è un faro non abitabile e fu il primo faro automatizzato. L’energia necessaria per la sua alimentazione veniva trasportata tramite una teleferica lunga 900 metri. Dal 1971 una piattaforma di atterraggio per elicotteri, situata sulla parte superiore della lanterna, consente di portare ogni sei mesi le bombole di gas necessarie alla sua alimentazione.
Creac’h, che in bretone significa promontorio, è il faro più potente del mondo, visibile a 169 Km. Ha un’altezza di 74 metri e fu costruito nel 1863 per permettere il riconoscimento dei due punti attraverso i quali si può doppiare l’isola. Il faro è lussuosamente arredato e, oltre ad ospitare il Museo Ufficiale dei fari e dei segnali, espone la più bella collezione di lenti Fresnel d’Europa.

Il faro Le Stiff, eretto nel 1695 da Vauban e situato in un luogo molto strategico per la navigazione, è uno dei più antichi fari francesi e sorge su una spettacolare falesia.
Il faro Kereon è situato nella zona sud-orientale dell’isola sullo scoglio di Men Tensen. La sua costruzione, che richiese nove anni fu possibile grazie ad una donazione dei discendenti di C.M. Le Dall de Kéréon. Soprannominato “il Palazzo”, Kereon è stato l’ultimo faro ad essere eretto in mare.
Il faro Le Four, il più colpito dalle onde, è la replica di una torre medievale costruita nel 1874 che si trasforma in un sottomarino ogni volta che il vento soffia forte.
Sull’isola di Batz in mezzo ai campi si erge un faro alto 43 metri, costruito nel 1836. E’ l’unico faro ad avere un villaggio ai suoi piedi ed è stato completamente automatizzato nel 1995.

Tra i fari italiani sicuramente il più famoso è la lanterna di Genova. Sulle sue origini si sa poco e nulla, anche se sembra che una prima torre sia stata costruita intorno al 1128 su uno scoglio che sorgeva dal mare e che un fuoco di steli secchi di erica e ginestra fosse continuamente alimentato sulla sua cima per segnalare l’ingresso del porto ai mercanti genovesi che tornavano dall’oriente. La torre divenne ufficialmente faro nel 1316 e nel 1326 venne installata la prima lanterna alimentata ad olio di oliva. La leggenda narra che nel 1543, quando la lanterna raggiunse la sua forma definitiva, l’architetto che l’aveva progettata fu gettato dalla cima della torre perché non potesse mai più eguagliare una simile costruzione.

Infine, al largo delle coste americane del Maine, nella piccola isola di Seguin Island, si trova uno dei più antichi fari d’America, costruito nel 1795 in uno dei posti più nebbiosi del Nord Atlantico. Il faro è famoso per le sue presenze. Si narra infatti che a metà del 1800 il guardiano, stanco del fatto che la moglie suonasse al pianoforte lo stesso motivo per ore ed ore senza interruzione, dopo aver distrutto il pianoforte la uccise con un’ascia per poi rivolgere l’arma contro di sé. Da allora il guardiano non ha più abbandonato il faro e continua a scendere e salire la scala a chiocciola della torre e ad aggirarsi per le sue stanze. Molti guardiani che si sono succeduti al faro raccontano infatti di averlo visto fumare tranquillamente la pipa sul terrazzino fuori della lanterna in cima al faro. Attualmente nessuno si reca più sull’isola, solo i marinai di qualche nave che passa di lì raccontano di aver sentito nella notte le note di un pianoforte e di aver intravisto la sagoma di un uomo che fumava la pipa in piedi sul terrazzino fuori dal faro.

Foto:
1) Faro di Saint-Mathieu
2) Faro Kereon, foto di Philip Plisson
3) Faro Creac’h, foto di Philip Plisson
4) Lanterna di Genova

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