Fari di Sardegna

Autore: Barbara Calanca
Dati: 224 p.
Anno: 2006
Editore: Paolo Sorba

Questa volta  il faro non illumina soltanto la rotta del navigante, bensì lo sollecita alla ricerca dei luoghi, dei paesaggi, delle culture degli uomini, della loro storia e delle loro leggende. “Fari di Sardegna” è la mappa ragionata dei fuochi del mare, disseminati in un ordine preciso: dal faro dell’isola di Razzoli, nell’arcipelago di La Maddalena, il primo ad essere costruito sulla costa sarda, si naviga simbolicamente in senso orario da est verso ovest, passando per l’isola di San Pietro, dove a Capo Sandalo c’è il luogo più occidentale d’Italia. Poi si ritorna verso nord, costeggiando Punta Scorno, all’Asinara, dove le tre figlie dell’ultimo farista assistettero all’affondamento della corazzata Roma, per finire di nuovo nelle Bocche di Bonifacio, tra Capo Testa, a Santa Teresa di Gallura, Capo Pertusato e Lavezzi. Questi ultimi due appartengono alla Corsica: ma c’è un legame solido che li unisce. Perché la storia di un faro è anche la storia del mare e degli uomini che lo hanno solcato. Il naufragio della Sémillante, una fregata francese diretta in Crimea nel 1855, dove perirono 750 uomini, ebbe come testimoni il farista di Capo Testa, gli abitanti di Bonifacio e gli scogli selvaggi di Lavezzi. Il mare di Sardegna in questo libro non è più teatro dell’assalto di vacanzieri più o meno rispettosi dell’ambiente, è un mare d’inverno dove c’è il tempo per riscoprire le tradizioni degli abitanti, i riti secolari, le memorie umane.
Ad ogni scheda del faro, accompagnata  da belle immagini a colori, i dati tecnici si mescolano ai racconti del luogo e dei faristi, con approfondimenti separati che si aprono come piccole finestre che, come una lente d’ingrandimento, focalizzano un particolare. Come la tonnara di Carloforte, l’ipogeo della chiesa di San Salvatore e la corsa degli scalzi a Capo San Marco, la sagra di Sant’Efisio a Capo di Pula.
E poi ci sono loro, le lanterne, con quelle ottiche più grandi d’una figura umana che scrutano l’orizzonte di notte e di giorno, in “Fari di Sardegna”,  sembra vogliano continuare ad illuminarci una strada diversa, questa volta dall’interno verso il mare.

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