Il faro di Cordouan

Storia e immagini del faro di Cordouan, in Francia

Il faro
Situato all’entrata dell’estuario della Gironda, sullo scoglio di Antros, tra Royan, Vaux sur mer e la punta di Grave, il faro di Corduan – una torre bianca di 60 metri – è composto da una torre bianca, fascia mediana e muro di cinta grigio scuro (45°35′,2 N – 1°10’4 W).
La lanterna è situata a 60 metri, con una portata di 22 miglia per il settore di luce bianca e 18 miglia per i settori rosso e verde.
Settori: bianco da 14° a 126°, verde da 126° a 178,5°, bianco da 178,5° a 250°, bianco attenuato da 25° a 267°, rosso attenuato da 267° a 294,5°, rosso da 294,5° a 14°.

La storia
Nell’alto Medioevo, l’imboccatura della Gironda era pericolosa per la presenza di secche. A quell’epoca, i mori di Cordova avevano costruito qui un attracco commerciale dotato di un segnalamento per guidare le imbarcazioni attraverso i pericoli delle correnti. “Cordouan” deriverà, appunto, da “Cordoue”.

Nel XIV secolo, il Principe Nero – soprannome dato ad Edoardo, principe di Galles, che governò la Guyenne (Aquitania) dal 1362 al 1371, ordinò la costruzione di una torre dotata di un grande fuoco: due secoli più tardi, questa torre giaceva in rovina.

Nel 1584 il maresciallo di Matignon, governatore della Guyenne, diede all’ingegnere e architetto Lois de Foix l’incarico di costruire una nuova opera definita di prestigio “reale”. Attraverso l’opera di 200 operai, costruì una sorta di belvedere sormontato da cupole e lanterne e circondato da una piattaforma di protezione. Egli impiegò 18 anni della sua vita e della sua fortuna: la costruzione fu completata nel 1611, 27 anni dopo l’inizio dei lavori, da François Beuscher, in passato capo cantiere di Louis de Foix. Nel 1719, le sezioni superiori della torre furono demolite e nel 1724 il faro fu ricostruito sul progetto di Chevalier de Bitry, ingegnere capo delle fortificazioni di Bordeaux.

Dal 1782 al 1789, l’ingegnere Teulière propose di elevare la torre di 30 metri, conservando la base e le prime due sezioni (a cui diede lo stile diffuso all’epoca di Luigi XVI): è evidente, oggi, il contrasto architettonico tra le linearità delle parti più elevate in confronto allo sfarzo dei piani inferiori.

Il faro fu dichiarato monumento storico nel 1862, lo stesso anno della chiesa di Notre Dame di Parigi.

Descrizione
L’isola coincide, oggi, con il perimetro del faro. Fu elettrificato solo nel 1951, quando la sua portata raggiunse i 40 chilometri.

Per accedere al faro occorre attendere la bassa marea. La base poggia su un basamento di 41 metri di diametro, difeso da un parapetto di 8 metri d’altezza. Al centro di un cortile circolare, circondato dalle costruzioni di servizio del faro, si eleva la torre alta 68 metri, con un diametro alla base di 16 metri. Le parti originarie sono decorate con la sovrapposizione armonica di due ordini architettonici: quello dorico per tre quarti delle colonne, e quello corinzio per i pilastri gemelli.

Conserva sei ambienti in stile rinascimentale, nonostante le modifiche introdotte sotto Luigi XIV e Luigi XVI.

Si entra all’interno del faro attraverso un ingresso circondato da un bastione circolare per proteggere dalla furia dell’oceano la struttura e le abitazioni dei faristi.

Al pianterreno, un portale monumentale dà accesso ad un corridoio da cui parte una scala di 301 gradini.

Al primo piano si trova “l’appartamento del re”, un ambiente rimaneggiato nel 1664 da Colbert, dotato di un pavimento in marmo nero e bianco e decorato con un pilastro recante lo stemma di Luigi XIV e Maria Teresa. In realtà, nessun sovrano ha mai soggiornato nel faro di Cordouan: tuttavia, il faro è stato progettato proprio per celebrare la gloria della monarchia francese. Per richiamare l’attenzione sulla sacralità del re, la cappella è ricoperta ovunque da stemmi ed emblemi di sovrani: gli scudi con le armi e le effigi di Enrico III ed Enrico IV e, sulla porta d’ingresso, un’iscrizione latina celebra la gloria di Luigi XIV e Luigi XV.

Al secondo piano, la cappella è la parte più maestosa del faro. È sormontata da una volta divisa in 8 campate riccamente decorate. Si possono notare 4 vetri lavorati del 1853, che rappresentano S. Anna, S, Sofia, S. Michele e S. Pietro. Nel XVI secolo queste due sezioni erano destinate ad abitazione e lanterna con il relativo camino a legna.

La terza e la quarta sezione del faro ospitano locali di servizio.

Tra il quinto e il sesto piano si trova un alloggio rivestito di parquet di quercia e dotato di due letti con bagni.

Al sesto piano è collocata la lanterna. Prima dell’elettrificazione, avvenuta nel 1948, si utilizzava un montacarichi per trasportare fin qui il combustibile. Dal parapetto di gode una superba visione dell’estuario, limitata a nord dalla costa di Beauté, Royan (11 km) e dal faro di la Coubre, e a sud dalla Punta di Grave (8 km) e le Médoc.

Il lavoro della pietra


L’interno del faro










La cappella




La lanterna e la sua evoluzione

Nel 1611, il faro era costituito da una piccola cupola ad otto sezioni di vetro. All’interno, su un basamento di bronzo, bruciava una miscela di legno, resina e catrame. Il fumo veniva liberato da una sorta di comignolo piramidale alto 6.50m. Il fuoco era visibile a 37 metri sulla superficie del mare aperto.
Nel 1645, una violenta tempesta distrusse la piramide e la cupola; quest’ultima fu ricostruita nel 1664 ed il combustibile fu sostituito dallo spermaceti di balena.
Nel 1717, la lanterna fu demolita perché i pilastri erano stati danneggiati dall’olio bruciato; nel 1727 fu installata una lanterna in ferro contenente un braciere a carbone.
La prima luce con la riflettori parabolici fu introdotta nel 1782. Poi, nel 1790, l’ingegnere Teulière, dopo aver elevato il faro a 60 metri sul livello del mare, mise a punto il primo sistema di riflettori parabolici rotante: era costituito da lampade ad olio ed attivato mediante un meccanismo costruito da Mulotin, orologiaio di Dieppe. Il combustibile era una miscela di spermaceti, di olio d’oliva e di olio di colza.
L’invenzione delle lenti di Fresnel rivoluzionò completamente i sistemi di illuminazione dei fari e, da allora, vi furono soltanto piccole evoluzioni e migliorie tecnciche. Il primo apparecchio lenticolare di Fresnel con il sistema a rotazione fu sperimentato al faro di Cordouan nel 1823. La lampada con luci concentriche, alimentata ad olio di colza per mezzo di una pompa, fu collocata sul piano focale dell’apparecchio.
Nel 1854, la lanterna è stata ingrandita per permettere l’installazione di un nuovo sistema ad anelli catadiottrici. Venne alimentata ad olio minerale e furono introdotte le eclissi nel periodo di illuminazione. Nel 1859, la luce è stata colorata in due settori (bianco e rosso); un settore verde è stato aggiunto nel 1927. Nel 1896 erano state introdotte otto lenti con una focale di 0,92 metri. Nel 1907, il gas prese il posto dell’olio minerale.
Nel 1948 fu realizzata l’elettrificazione del faro con due gruppi elettrogeni autonomi (tre dal 1976), collegati ad una lampada di 6.000W a 110 volt di corrente trifase. La luce fissa fu trasformata in luce occultata con tre settori colorati, e situata a 60,30 metri sul livello del mare.

Nel 1984 fu installata una lampada da 450W allo xeno.

Nel 1987 una lampada di 2000W alogena, accesa elettronicamente, ha consentito di rimuovere la maschera ed il meccanismo di rotazione.



Il progetto

L’architettura e l’esterno











0
Connessione
Attendere...
Messaggio

Il guardiano non è online al momento: lascia un messaggio.

* Nome
* Messaggio
Login now

Need more help? Save time by starting your support request online.

Your name
Describe your issue
Chat online
Feedback

Help us help you better! Feel free to leave us any additional feedback.

How do you rate our support?