Marifari

Fonte: www.marina.difesa.it

Il servizio fari della Marina

Il servizio dei Fari e del segnalamento marittimo opera nel settore degli ausilii per la navigazione a favore di tutti i naviganti che transitano nelle acque prospicienti le coste italiane e nei porti di interesse nazionale.
I quasi 1000 segnalamenti (di cui 128 fari d’altura) lungo i circa 8000 Km di coste, sono dal 1910 affidati integralmente e direttamente gestiti dalla Marina Militare che si avvale di tecnici militari e civili.
Il servizio è strutturato nel seguente modo:

  • Ispettorato Navale Logistico (4° Reparto Fari), con sede a Roma, è l’organo direttivo centrale ed ha responsabilità di studio, pianificazione, direzione e controllo nell’ambito delle funzioni di natura tecnico-logistica.
  • Ufficio tecnico dei Fari, con sede a La Spezia, opera alle dirette dipendenze dell’Ispettorato per lo svolgimento delle funzioni tecnico-logistiche a beneficio dell’intera rete nazionale dei segnalamenti marittimi e degli ausilii alla navigazione. È dotato di una officina mista e di laboratori per l’approntamento e la riparazione degli impianti e delle apparecchiature in servizio nei segnalamenti marittimi.
  • Comandi Zona, dislocati sul territorio con sede in La Spezia, La Maddalena, Taranto, Venezia e Messina, sono organi dipartimentali cui è affidata la responsabilità dell’efficienza operativa dei segnalamenti ubicati nelle rispettive aree di giurisdizione.
    Ciascun Comando Zona ha alle proprie dipendenze le “reggenze”, composte da personale civile che provvede alla condotta e alla manutenzione dei fari e segnalamenti, affidati alle proprie dipendenze.

Livorno

Scilla

Scoglietto (Isola d’Elba)

Il principio di funzionamento dei fari si basa sulla possibilità, che ha il complesso, di essere avvistato da una ragionevole distanza: di giorno per la sua inconfondibile forma, colore o per la sua posizione in luoghi particolarmente favorevoli all’identificazione; di notte, al buio, per la sua prerogativa di generare un fascio di luce in grado di attirare l’attenzione dei naviganti senza ingenerare alcun problema d’incertezza.
Dal semplice bagliore del fuoco acceso sulla sommità delle torri, attraverso sistemi semplici e, a mano a mano, sempre più sofisticati, l’uomo ha cercato di perfezionare gli impianti per dare numerose e più sicure possibilità di interpretazione a questo messaggio luminoso.
Tre fonti sono state usate a questo scopo nel corso dei secoli ed hanno, di volta in volta, caratterizzato la costruzione delle lanterne: fuochi veri e propri (combustione di legname/carbone), fiamme prodotte dalla combustione di sostanze oleose e/o volatili (gas tipo acetilene, butano o propano; nel 1818 per la prima volta un faro viene illuminato con il gas) e, infine, l’elettricità.
All’inizio del secolo, nel 1905, a rendere ancora più vantaggioso l’uso di lampade a gas di acetilene, soprattutto nei fari senza personale, fu l’invenzione di una valvola solare che consentì l’accensione automatica dei fari.
L’invenzione che però rivoluzionò il modo di vivere dell’uomo e, di conseguenza, anche quello dei guardiani dei fari, fu la messa a punto del generatore di corrente elettrica.
In seguito, con l’estendersi della rete di fornitura elettrica, quasi tutti i segnalamenti vennero allacciati ad essa.
Dovendo un segnalamento garantire un costante e perfetto funzionamento soprattutto in quei fari dove manca la presenza di personale fisso, si è mantenuto in ogni faro un sistema di emergenza a gas di acetilene.
Il sistema combinato elettricità/acetilene fu perfezionato da un dispositivo di inserimento automatico della fiamma prodotta dal gas di acetilene alla caduta di tensione elettrica.
Attualmente non esistono più impianti con acetilene in quanto anche l’emergenza è assicurata da energia elettrica e nei siti non alimentati dalla rete sono installati impianti fotovoltaici.
Al fine di migliorare l’efficienza e la funzionalità dei segnalamenti, è in corso l’installazione e la messa a punto di un sistema di telecomando e telecontrollo, che consentirà il monitoraggio dei segnalamenti e quindi sarà possibile verificare con continuità il regolare funzionamento degli stessi ed eventuali anomalie saranno segnalate fornendo anche indicazioni sulle avarie in atto.

Le Zone Fari (ZZ.FF.)

La rete nazionale dei segnalamenti è stata suddivisa in 5 Comandi-zona con rispettive sedi a:

1. La Spezia per l’Alto Tirreno
2. La Maddalena per la Sardegna
3. Messina per la Sicilia
4. Taranto per lo Ionio e il Basso Adriatico, il Comando gestisce Mariseziofari Napoli (ex Comando Zona) per il Tirreno meridionale
5. Venezia per l’Adriatico

Ciascun Comando Zona ha delle proprie dipendenze le “reggenze” composte da personale civile che provvede alla condotta e alla manutenzione dei fari e dei segnalamenti affidati alla propria competenza e dispone di un’officina per gli interventi di ordinaria manutenzione e per le piccole riparazioni. Gli obiettivi che i vari Comandi Zona si sono posti in questi ultimi anni si concentrano essenzialmente sul perseguimento dell’ammodernamento della segnaletica marittima, all’insegna di una sempre più spinta automazione:

1. Ciascun Comando di Zona Fari, come organo dipartimentale, opera alle dirette dipendenze dell’alto comando periferico che, all’interno della propria competenza territoriale, lo impiega ai fini dell’efficienza operativa del segnalamento marittimo. Tale dipendenza si estende all’ambito logistico ed amministrativo in particolare per quanto si riferisce al supporto tecnico e logistico, all’ordinaria manutenzione ed al minuto mantenimento dei materiali e delle infrastrutture del Servizio Fari.

2. I Comandi di Zona Fari inoltre dipendono funzionalmente per gli aspetti tecnici e logistici dall’Ispettorato (NAVISPELOG). Tale dipendenza si esplica:

  • nel settore dei materiali tecnici per ciò che si riferisce agli approvvigionamenti, ai programmi di ammodernamento, alle normative tecniche e di impiego delle apparecchiature ed alle ispezioni;
  • nell’impiego dei fondi assegnati per l’assolvimento dei compiti di istituto;
  • nell’applicazione delle disposizioni di carattere ordinativo circa la distribuzione, il numero e la struttura delle reggenze.

3. Ciascun Comando di Zona Fari, la cui area di giurisdizione coincide con quella dell’alto comando periferico di appartenenza, è retto da un ufficiale superiore del corpo di Stato Maggiore della Marina Militare che assume la denominazione di “Comandante della Zona Fari”. Egli ha alle proprie dipendenze il personale militare e civile del comando, dell’officina mista e del magazzino e quello civile farista destinato presso le reggenze.

4. I Comandanti di Zona Fari sono responsabili della condotta del servizio fari nell’area di competenza territoriale dell’alto comando periferico da cui dipendono.

Essi assolvono i seguenti compiti:

  • impartiscono alle reggenze dipendenti le necessarie disposizioni operative, tecniche e logistiche controllandone la corretta esecuzione; in tale contesto emanano e mantengono aggiornate le disposizioni particolari per ciascuna reggenza;
  • impiegano i fondi assegnati sui vari capitoli di spesa;
  • esercitano sulle reggenze dipendenti il necessario controllo ai fini dell’adeguato svolgimento del servizio nonché del corretto utilizzo dei locali delle reggenze e dei segnalamenti; in tale contesto effettuano le prescritte visite periodiche;
  • provvedono alle manutenzioni di 2° livello dei materiali tecnici utilizzando personale ed attrezzature della dipendente officina e, quando necessario, l’unità navale dipartimentale di supporto, moto trasporto fari (M.T.F:);
  • mantengono sempre informato l’Alto Comando periferico di appartenenza, l’Ispettorato e l’U.T.F. sullo stato di efficienza dei segnalamenti dipendenti ed attivano, quando necessario, l’organo responsabile della emanazione degli avvisi ai naviganti;
  • forniscono all’Alto Comando periferico di appartenenza il proprio concorso nella pianificazione delle predisposizioni per le situazioni di necessità e ne provvedono all’attuazione;
  • formulano proposte, sentita l’Autorità marittima del luogo, intese ad adeguare la segnaletica marittima alle esigenze della navigazione;
  • forniscono ad enti pubblici e privati interessati al traffico marittimo la consulenza nel campo della segnaletica marittima; i progetti di segnaletica marittima prima della loro realizzazione sono comunque sottoposti alla approvazione dell’Ispettorato tramite l’U.T.F.;
  • mantengono contatti con le autorità periferiche militari e civili interessate alle varie problematiche del segnalamento marittimo;
  • esercitano funzioni amministrative e disciplinari nei riguardi del personale civile e militare dipendente secondo la vigente normativa al riguardo;
  • compilano e mantengono aggiornata la monografia del Servizio Fari della Zona Fari di competenza, documento che descrive l’organizzazione generale, i segnalamenti affidati, le infrastrutture ed il supporto logistico.

I Comandi Zona

La Maddalena

La Spezia

Messina

Napoli

Taranto

Venezia

 


Particolare Faro Capo Bellavista (Arbatax)

Capo Bellavista (Arbatax)

 


Capo Cefalù (Cefalù)

Capo d’Orlando

Faro della Vittoria (Trieste)

 


La Lanterna (Genova)

Monte Cappuccini (Civitavecchia)

Torre S. Ranieri (Messina)
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