Punta Sardegna, storico faro a due passi dal mare

Articolo di Barbara Calanca
Fonte: www.lanuovasardegna.it

Fu attivato dal Genio Civile nel 1913, ora diventerà la sede di un Osservatorio sulle coste

Siamo nel cuore di una delle zone più belle della Sardegna, la costa nord-est che si affaccia sul mare delle Bocche di Bonifacio, di fronte l’arcipelago di La Maddalena. A sette chilometri da Palau c’è Punta Sardegna, con il faro a due passi dal mare. Fu attivato dal Genio Civile nel 1913 ed elettrificato nel 1932, ha una portata di 11 miglia. Poco distante dallo scalo si trova la cabina elettrica di trasformazione. Nel giugno 1975 è stato automatizzato e ritirato il personale fanalista. Negli anni dal 1946 al 1947 responsabile del suo funzionamento fu una donna, Genoveffa Balzano. In seguito,per cinque anni, ci ha vissuto una famiglia di La Maddalena, Mario Morlè con sua moglie Clementina Di Meglio e i loro figli. Oggi Clementina è una donna vivace d’ottant’anni, con la mente lucida e piena di ricordi. Rammenta la vita vissuta nel faro di Punta Sardegna e il suo scorrere tranquillo. Spesso percorrevano a piedi, portando i loro figli sulle spalle, la distanza che li separava dalla vicina Palau. Frequentavano le poche famiglie di pastori, che abitavano ad un chilometro da loro, da cui Clementina imparò a mungere il latte dalle capre per ricavarne ricotta, formaggio e yogurt. Imparò anche ad utilizzare la carne di maiale per ottenere salsicce, strutto, sanguinaccio e lardo che diventava la merenda appetitosa per i figli e il condimento per varie minestre. L’orto, situato vicino al faro, forniva le verdure e nel forno attiguo settimanalmente era cotto il pane. Dopo la dismissione, l’edificio è stato concesso all’Università di Trieste, con assegnazione perpetua e gratuita dal Ministero delle Finanze. Una convenzione regola i rapporti tra il Comune di Palau (promotore dell’iniziativa), il Gruppo di Ricerca per la Geologia Marina dell’Università di Cagliari e il Dipartimento di Scienze Geologiche Ambientali e Marine dell’Università di Trieste. I soggetti interessati si sono impegnati in un progetto per la realizzazione di un Osservatorio sulle Coste e sull’Ambiente Naturale Sottomarino (Oceans) per la difesa del patrimonio marino e costiero delle Bocche di Bonifacio. Le attività principali saranno: il monitoraggio, la raccolta, l’analisi e l’elaborazione di dati attinenti ai sistemi costieri e litorali. Più in generale, si svolgeranno tutte le attività inerenti alle Scienze del Mare quali la gestione e il monitoraggio dell’ambiente marino, l’evoluzione costiera e dei fondali, la geologia, la sedimentologia, l’oceanografia fisica, ecc., in ordine ai progetti d’interesse nazionale ed internazionale di enti pubblici e privati. Sarà promossa la formazione di operatori scientifici subacquei. Una particolare attenzione sarà dedicata alla divulgazione ed informazione scientifica, con particolare riferimento agli operatori e agli studenti del Comune, mediante l’organizzazione di convegni, conferenze e seminari. Sandro De Muro, docente di geologia all’Università di Cagliari, è uno dei responsabili del progetto. Attualmente nel caseggiato si stanno ristrutturando gli interni: al piano terra ci saranno due laboratori di sedimentologia e geologia marina più la cucina e la sala mensa. Al secondo, ci saranno le camerate per dodici studenti e quattro docenti e una sala riunione e cartografia. All’esterno nascerà la direzione e la saletta per le attrezzature subacquee con il compressore per la ricarica. La struttura ospiterà sedici persone. L’inaugurazione è prevista per giugno.

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