Il libro dei fari italiani

Autore: Camillo Manfredini; Antonio W. Pescara
Dati: 2 ed., 200 p., ill.
Anno: 1993
Editore: Mursia (Gruppo Editoriale)
Collana: Biblioteca del mare. Le strenne del mare

Cosa significa il faro per l’uomo d’oggi? Quali valenze sentimentali, quali motivazioni pragmatiche suscita l’improvvisa comparsa della sua luce sulla linea dell’orizzonte? Nel momento stesso che apparati sempre più sofisticati stanno insidiando la sua millenaria funzione, questo libro vuol essere la testimonianza su un periodo della navigazione che potremmo definire “romantico” se non fosse costellato di ansie, di timori, di tutte quelle cose mirabili che l’inconscio colloca sotto la superficie del mare e che la luce del faro, quasi un miracolo, riesce a dissipare. Il faro è una sorta di luogo privilegiato, è il luogo della salvezza, ha in sé qualcosa del ‘sacer’, dell’acropoli, dell’alto luogo caro alla divinità. Con questo libro gli autori hanno tentato di storicizzare e di esorcizzare una realtà che ebbe origine nella notte dei tempi ed è rimasta pressocchè immutata fino ai nostri giorni, quando una ventata di modernità ha messo in crisi le nostre certezze; per la prima volta si è guardato al faro col distacco che la nostra società riserva alle cose che volgono alla fine: ne è uscita un’opera documentata eppure appassionata, un’analisi dell’evoluzione architettonica e logistica dei fari, tecnica e concettuale, un discorso nautico e urbanistico. Numerose illustrazioni – foto e disegni – completano e arricchiscono il volume, il primo in Italia che tratti questa affascinante materia.

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