Il guardiano del faro

Racconto di Michele Ciorra
Fonte: www.bookcafe.net

Che i fari, quelli classici che ad intervalli regolari fendono il buio delle tenebre con la loro lama di luce, ancora fossero in uso non ne aveva mai dubitato ma che taluni di essi, a dispetto della tecnologia imperante, fossero ancora totalmente, o quasi, affidati alle cure di un misantropo guardiano non ci avrebbe giocato un pelo del suo petto villoso.
Un breve pezzo sul quotidiano di provincia che era solito sfogliare , più per abitudine che per vero interesse, mentre sorbiva un caffè seduto ad un tavolo del suo bar preferito lo rese partecipe della realtà: non solo erano ancora in essere fari non completamente automatizzati ma, addirittura, il ministero competente aveva emanato un bando di concorso per reperire personale in sostituzione di quello che aveva maturato la sospirata pensione.
Sorrise al pensiero della ennesima scommessa persa con sé stesso; pagò il caffè e si avviò verso il centro della città per raggiungere l’unica edicola presso la quale avrebbe potuto acquistare la Gazzetta Ufficiale sulla quale, verosimilmente, avrebbe trovato quanto gli interessava.
Prendere visione del bando, stilare ed inviare la domanda per l’ammissione alla selezione come guardiano di faro fu un tutt’uno. E tutto andò per il meglio ché superate selezioni non proprio impossibili si ritrovò a dover prendere servizio entro 48 ore dalla ricezione della agognata chiamata.
Un piccolo guardacoste gettò l’ancora a distanza di sicurezza da quello che più che un isolotto, come gli era stato assicurato, era un vero e proprio scoglio sul quale, in equilibrio apparentemente precario, si ergeva un piccolo faro. La distanza dalla costa non era eccessiva ed allungando un braccio si aveva l’impressione di poterla toccare ed il capitano del natante, gentilissimo ed ironico nel contempo, gli fece notare che se avesse voluto “sentirne” l’odore non avrebbe dovuto far altro che volgere le narici nella sua direzione ed aspirare profondamente.
Unico problema la forza della corrente in quel tratto di mare: nessuna levata di testa perciò, consigliò il marinaio, del tipo “raggiungo con due bracciate la spiaggia, tracanno una mezza birra in un localino sul lungomare e rientro alla base”, pena il ritrovarsi chissà dove e magari cadavere.
In pochi minuti, grazie al gommone che per tutto il tragitto dalla terra ferma al faro aveva navigato assicurato con una robusta cima alla poppa del guardacoste, raggiunse la scala d’accesso, scavata nella roccia, che si inerpicava fino all’ingresso della costruzione e, mentre due marinai si prendevano cura dei suoi effetti personali, si affidò al vecchio guardiano per prendere le dovute consegne.
Fu cosa di pochi minuti ché come gli fu fatto notare il tutto era stato automatizzato e che il suo compito a quel punto consisteva nel fare del suo meglio per ammazzare le lunghe ore dei giorni che minacciavano di succedersi uguali nel più completo … far niente. Stava poi, l’anziano uomo dalla faccia rubizza, per aggiungere un suo personale commento sulla necessità di quell’avvicendamento quando il capitano del guardacoste gli fece cenno di affrettarsi poiché il maestrale stava alzandosi ed il mare montava velocemente non promettendo niente di buono.
Un “in bocca al lupo” e l’uomo saltò col fare agile di un grillo sul gommone.
Lui ricambiò agitando il braccio a mo’ di saluto ed entrò nel faro chiudendo dietro di sé la porta robusta a prova di marosi.
Non si sarebbe annoiato e di ciò era fermamente convinto: avrebbe dedicato molto del suo tempo alla lettura dei suoi amati libri, si sarebbe cimentato nella pesca, avrebbe goduto della vista delle albe e dei tramonti e, soprattutto, avrebbe vissuto il suo “voler esser solo” nel modo più completo.
Sistemò le sue cose con studiata lentezza e malcelato piacere poi imboccò la scala a chiocciola in ferro battuto e raggiunse la lanterna. Percorse con passo deciso tutta la passatoia esterna e gustò, mentre fumava una sigaretta, il panorama da quell’insolita prospettiva.
Niente male pensò, decisamente niente male.
I primi trenta giorni volarono letteralmente ma la felicità per aver coronato il suo sogno nel cassetto nonché l’attenzione che aveva profuso nell’assolvere le mansioni inventatesi per riempire le giornate non lo spinsero a dare importanza alcuna al fatto che il guardacoste non si era fatto vivo, come previsto, per la consegna di nuove vettovaglie.
Facendo mente locale attribuì il ritardo alle non facili condizioni atmosferiche che avevano imperato sulla zona e si tranquillizzò.
Un sibilo acuto e fastidioso fuoriuscì, all’improvviso, dalle casse del computer che teneva sotto controllo lo stato di efficienza di una diecina di fari dislocati lungo la costa mentre sul monitor iniziò a lampeggiare il numero che lo identificava. Il giovane addetto sollevò la cornetta del telefono ed avvisò la squadra di pronto intervento. Salpò di lì a qualche minuto.
Lo trovarono disteso sulla grata d’acciaio nel locale della lanterna. Aveva infranto la grossa lampada con un martello e nella foga si era prodotto profonde ferite al polso destro. Ma non era morto dissanguato. Mostrava piuttosto i segni di morte per disidratazione e probabilmente aveva fatto uso anche di acqua marina.
Il tecnico in capo alla squadra di emergenza per le riparazioni lo ricoprì pietosamente con un telo poi con il cellulare di servizio avvisò la Capitaneria di Porto più vicina. Se la vedessero loro, sbrogliassero la matassa, accertassero cosa ci facesse quell’uomo – e non doveva esserci da poco tempo – in quel faro che da circa un anno era stato completamente automatizzato.
E non si trattava certo di un naufrago capitato lì per un fortunato caso visto il modo in cui si era sistemato.
“Strano- pensò l’uomo- ma un dubbio mi assale”, ed accese l’ennesima sigaretta in attesa di disposizioni.

0
Connessione
Attendere...
Messaggio

Il guardiano non è online al momento: lascia un messaggio.

* Nome
* Messaggio
Login now

Need more help? Save time by starting your support request online.

Your name
Describe your issue
Chat online
Feedback

Help us help you better! Feel free to leave us any additional feedback.

How do you rate our support?