I tre guardiani scomparsi

Racconto di Annamaria “Lilla” Mariotti

Ay, though we hunted high and low
And hunted everywhere
Of the three men’s fate we found no trace
Of any kind in any place
But a door ajar and an untouched meal
And an overtoppled chair…

Tratto da “ Flannan Isle” di Wilfrid Gibson, 1912

La prima volta che sono venuta a conoscenza per puro caso del fatto che sto per raccontarvi non l’ho preso per vero. Ho pensato ad una leggenda locale o all’invenzione di qualche fantasioso scrittore, così ho deciso di documentarmi e, seguendo gli indizi, sono arrivata ai National Archives of Scotland, ed ecco, davanti a me, i documenti originali, i telegrammi, la corrispondenza, i rapporti, tutto quello che concerneva questo giallo, in caso misterioso accaduto centocinque anni fa e mai risolto. Il faro e l’Oceano Atlantico hanno mantenuto e manterranno per sempre il loro segreto.

Tutto è accaduto a Eilean Mor, “Grande Isola” in Gaelico, una delle isole Flannan, una manciata di scogli buttati quasi per caso nel Nord Atlantico, situate a 33 Km dalle Isole Ebridi, al largo della Scozia. Questa “Grande Isola” ha una superficie di circa 150.000 metri quadrati ed il suo punto più alto raggiunge appena gli 88 metri. Anche se durante l’estate l’isola ha una lussureggiante fioritura e pullula di uccelli marini, non potrebbe esserci posto più desolato in tutto il mondo e mare più pericoloso intorno, per questo il 7 Dicembre 1899 fu inaugurato a Eilean Mor un faro costruito da uno dei famosi architetti di fari della dinastia Stevenson, una piccola costruzione affiancata da una torre alta 22 metri, la cui lanterna lanciava due lampi in rapida successione ogni 30 secondi. Al di sotto del faro si trovava una piccola, antica cappella in pietra, dedicata a San Flann, un misterioso santo scozzese.

Il 7 Dicembre 1900, nel primo anniversario della sua inaugurazione, arrivarono sull’isola i guardiani in carica per il turno quindicinale: James Ducat, Capo Guardiano, Thomas Marshall secondo assistente e Donald Mc Arthur, definito “guardiano occasionale” in quanto veniva ingaggiato quando c’era da sostituire qualcuno, in questo caso era arrivato al posto di William Ross, il primo Assistente, che si era ammalato. Tutto procedette bene fino alla notte del 15 Dicembre 1900, quando il comandante della la nave “Archtor”, passando nelle vicinanze notò che la luce del faro era spenta. Non si sa se questa notizia sia stata inviata dal comandante alle autorità competenti o se per qualche motivo non venne presa in considerazione o rimase in qualche cassetto. Il 21 Dicembre era previsto l’arrivo all’isola della nave “Hesperus” per l’avvicendamento degli uomini e per l’approvvigionamento, ma il maltempo ed il mare in burrasca dilazionarono l’arrivo fino al 26, il giorno dopo Natale. Con grande sorpresa dell’equipaggio nessuno degli uomini del faro era in attesa, come di solito avveniva, per aiutare gli uomini che si sarebbero avvicinati su una piccola barca, così il comandante Harvie fece sparare un razzo e suonare la sirena, senza ottenere alcuna risposta, allora due uomini, con molta difficoltà, riuscirono a scendere a terra con una barca, la tirarono in secco ed andarono al faro per vedere cosa fosse successo. Il cancello d’ingresso e la porta del faro erano entrambi chiusi a chiave, e gli uomini entrarono usando quelle di riserva, ma non c’era nessuna traccia dei tre guardiani. Gli orologi erano fermi, il fuoco era spento, i letti erano in ordine, la cucina era stata riassettata, c’era solo una sedia rovesciata sul pavimento, nell’armadio si trovavano una sola cerata ed un solo paio di stivali, segno che due degli uomini dovevano essere usciti durante il maltempo, ma il terzo ? Era plausibile che fosse uscito in maniche di camicia mentre infuriava una tempesta ? Il libro di servizio del faro era in ordine fino al 13 Dicembre, e le istruzioni per i giorni 14 e 15 i erano state scritte su una lavagna da Ducat, il Capo Guardiano. Un appunto era stato cancellato. Risultava che la lanterna era stata accesa il 14 notte, poi era stata ripulita e messa in ordine per essere riaccesa il 15 sera, perché non era stato fatto ? Tutto faceva pensare che il faro era abbandonato da almeno una settimana. Alcuni uomini dell’”Hesperus”, tra i quali un certo J. Moore, si fermarono provvisoriamente sull’isola per riattivare il faro che era stato spento dal 15 al 26 Dicembre, e, prima di poter pensare ad investigare a fondo, la Commissione Scozzese per i fari prese rapide misure per rimetterlo in funzione. Il 27 Dicembre inviò un telegramma al guardiano del faro di Tiumpan Head : “Incidente alle Isola Flannan. Recatevi là a prendere servizio per circa due settimane. Incontrerete la nave postale “Stornway” domani notte. Jack, Assistente guardiano, arriverà con la nave. Recatevi insieme a Breascleit a raggiungere l’”Hesperus”. Ferrie, di Stornway arriverà stanotte per prendere servizio a Tiumpan Head. Risposta per telegramma”. Questa la parte burocratica e la prima soluzione al problema di tenere acceso un faro così importante, ma benché in seguito venissero fatte accurate indagini, nessuno riuscì e venire a capo del mistero. Dove erano finiti i tre uomini? A tutti sembrava impossibile che tre esperti guardiani di un faro in una zona disagiata come quella fossero usciti insieme all’aperto durante una tempesta, come risulta dal lungo rapporto scritto dal Sovrintendente Robert Muirhead l’8 Gennaio 1901. Quest’uomo era andato sull’isola il 29 Dicembre per investigare, ed il suo dettagliato rapporto è conservato negli Archivi Nazionali di Scozia. Da questo risulta che ogni possibile ricerca era stata fatta sia all’interno del faro che per tutta l’isola e che niente mancava, all’infuori di un salvagente che doveva trovarsi legato vicino all’imbarcadero per i casi di emergenza. La conclusione fu che il salvagente era stato strappato dalla sua posizione da un’ondata particolarmente potente e che i tre uomini dovevano aver subito lo stesso destino, anche loro travolti da una qualche ondata di enormi dimensioni e miseramente annegati. Il Sovrintendente si occupò anche di avvisare personalmente le tre vedove. Nel frattempo era giunta voce che il faro era rimasto non visibile dalla terraferma, se non spento, per alcune notti, tra il 7 ed il 26 Dicembre, notte in cui fu riacceso dai marinai dell’”Hesperus” e questo creò un altro mistero. Il Sovrintendente aveva avuto una conversazione con il Capo Guardiano Ducat proprio il 7 Dicembre quando lo aveva accompagnato sull’isola e, in quell’occasione, era stato presa in considerazione l’opportunità che i guardiani esponessero un segnale anche di giorno per comunicare che tutto andava bene, dato che già era in uso l’esposizione di una segnalazione diurno in caso di pericolo. Tutto questo era comunque di poca utilità, perché le condizioni atmosferiche della zona non consentivano mai una buona visibilità del faro da terra. La relazione si conclude con parole di rincrescimento per la perdita di tre uomini così validi, selezionati personalmente dal Sovrintendente stesso per lavorare in un faro dell’importanza di quello delle Isole Flannan e con la consapevolezza che con la sua visita a Eilean Mor, il 7 Dicembre, lui era stato l’ultima persona a stringere la mano a quegli uomini.

Queste le conclusioni ufficiali, seguiti da anni di ulteriori indagini, che però non hanno mai portato a niente. Ma ci sono state altre ipotesi, mai suffragate da fatti. Voci cominciarono a correre, si diceva che la cucina era in realtà tutta in disordine, che il dramma doveva essersi svolto all’interno del faro e non all’esterno. Poi si accesa anche la fantasia, qualcuno raccontò che tre bellissime sirene si erano affacciate all’imbarcadero mentre gli uomini erano intenti al loro lavoro e che li avevano portati in fondo al mare. C’è stato anche chi ha vagliato la possibilità che fossero stati inghiottiti da un mostro marino o rapiti dagli alieni. Nel 1912 Wilfrid Gibson scrisse anche una poesia dedicata al fatto.

Nel 1971 il faro è stato automatizzato ed ora è stato anche elettrificato per mezzo di cellule solari poste sul lato sud della torre, la modernità è arrivata anche in quello sperduto angolo di mare, così non c’è più nessun guardiano a prendersi cura della lanterna, ad accenderla ogni sera. Ed il mistero? Non è mai stato risolto e qualunque sia stata la sorte di quei tre uomini ormai sono entrati nella storia e nella leggenda e nessuno li scorderà mai.

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