Lands end

Testo di Giovanni Bonafoni

Il cielo s’era già avvolto di morbide e bianche nuvole, paffute e veloci, ed aveva iniziato spruzzare una pioggia fine sui fitti cespugli di erica affacciati sull’Atlantico.
Ai gabbiani piace giocare con il vento: regolano l’apertura alare in modo da poter restare immobili, sospesi in aria e, con piccoli rapidi impercettibili movimenti, mantenere quella posizione. Poi, ad un tratto, perdono il controllo della posizione assunta, e il vento li strapazza rovesciandoli su un fianco., spingendoli indietro con forza, facendoli precipitare, finché con pochi potenti colpi d’ala il gabbiano ritrova la sua posizione e continua a giocare cercando di restare immobile e sospeso.
Il mare aveva poche spume e le onde schiaffeggiavano gli scogli senza infrangersi con violenza su di essi.
Poi la pioggia smise di cadere.
I nostri occhi erano incantati sui coraggiosi strapiombi e sul faro di Longship, guardiano di uno sparuto pugno di scogli.
Il vento iniziò, con grado ma non lentamente, a spingere con maggior forza sui nostri volti e sui nostri occhi incantati. E tale forza, in pochi attimi, crebbe finché i nostri occhi non riuscirono a restare più aperti sull’incanto di quelle rocce.
Il mare aumentò le sue spume, di grandezza e di quantità, le onde iniziarono a frangersi contro il petto dell’ultima terra a ovest della Cornovaglia e a coprire gli scogli più bassi vigilati dal faro di Longship.
Il gabbiano continuava a giocare con il vento, con questo nuovo vento che aveva raddoppiato la sua voglia di giocare.
I nostri occhi ora guardavano i nostri occhi. Pochi metri più avanti, ma molte decine di metri più in basso, le onde cercavano di arrampicarsi lungo la roccia.
Ora le nostre spalle erano rivolte verso l’Atlantico e i nostri occhi, rivolti verso il basso, guardavano il morbido manto erboso dell’altopiano avanzare sotto i nostri passi.
Il gabbiano era immobile sopra le nostre teste. Ci fermammo ad ammirarne la capacità di contrastare la forza di quel vento. Finché un piccolo rapido ed errato movimento permise al vento di rovesciarlo su un fianco e spingerlo lontano da noi.
Il faro di Longship non si curava del suo sparuto pugno di scogli sommersi dalle spume dell’oceano.

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