Il faro immobile

Testo di Giovanni Bonafoni

L’onda che frangeva impetuosa sullo scoglio, spargeva mille e mille goccioline, nebulizzate dalla complicità del vento, sul muro esterno della base del faro.
Altre onde, più alte e più impetuose delle precedenti, scavalcavano la scogliera, disintegrandosi in un rovinoso impatto contro il faro, e le schiume salivano, come il getto di un geyser, sino alla seconda o terza finestra.
Mi aspettavo, osservando la tempesta dall’altipiano prospiciente l’isolotto del faro, di vedere l’alta torre tremare sotto i potenti colpi della natura.
Ma essa rimaneva immobile, senza concedere una minima vibrazione, e debbo dire, con sincerità, che mi spaventava più la sua immobilità che il fragore delle onde.

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